Stresa e le Isole Borromee patrimonio Unesco? Il piano della città del Lago Maggiore
Presentato lo studio di fattibilità che analizza i punti di forza della candidatura: il dossier evidenzia il valore del "sistema borromaico", dell'architettura Liberty e dell'antica cultura della pesca come elementi unici per entrare nella lista mondiale
Il progetto per portare Stresa e le sue isole nel firmamento del Patrimonio Mondiale Unesco compie un passo decisivo attraverso l’analisi dei propri “punti di forza”. La Sala canonica della città lacustre ha illustrato il progetto che vuole elevare un complesso intreccio tra natura e opera dell’uomo che va dalle sponde del Verbano fino alla cima del Mottarone. Lo studio di fattibilità, tassello obbligatorio per bussare alle porte dell’organismo internazionale, traccia una linea continua tra le radici dei pescatori e lo sfarzo della Belle Époque.
Secondo il curatore dello studio, Renato Lavarini, il territorio di Stresa possiede tutte le carte in regola per ambire al riconoscimento. «Un paesaggio culturale che si fonda sul rapporto positivo tra uomo e lago» lo definisce l’esperto, sottolineando come l’identità locale si sia evoluta dalla pesca tradizionale verso un sistema urbano e paesaggistico d’eccezione. Al centro di questa visione ci sono i palazzi nobiliari, le ville e i giardini che hanno reso celebre il lungolago, ma anche l’architettura Liberty e le strutture per il loisir che hanno segnato la storia del turismo europeo.
Il dossier punta su due criteri: l’interscambio di valori umani nello sviluppo delle arti e dell’urbanistica e l’eccezionalità dell’insediamento umano. In questo contesto, le Isole Borromee emergono come «gioielli naturalistici, architettonici, artistici, culturali unici» , con un’attenzione particolare all’Isola Superiore o dei Pescatori, dove il patrimonio artigianale è ancora vivo grazie al suo Ecomuseo.
Il piano, presentato al sindaco uscente Marcella Severino e sostenuto dal consigliere Andrea Fasola Ardizzoia, non guarda però solo al passato. Tra i cosiddetti “attributi” della candidatura figurano i grandi alberghi storici, il sistema rosminiano e la formazione professionale legata all’accoglienza, intesa come motore di sviluppo economico per il futuro della comunità. L’obiettivo ora è convincere lo Stato italiano a sostenere ufficialmente questo percorso, puntando su quel «rapporto organico tra ambiente e azione dell’uomo» che ha plasmato il volto di Stresa nei secoli.
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