Ultimi appuntamenti con gli affreschi medievali nel sacello di Santa Caterina
Un percorso speciale tra fede e ricerca scientifica sulla sponda del Lago Maggiore. Ricercatori e docenti universitari svelano i segreti delle pareti affrescate nel cuore della roccia
Il cuore antico dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno torna a mostrarsi al pubblico in una veste legata non solo alla devozione ma anche alla ricerca scientifica più recente. Gli ultimi due venerdì di febbraio rappresentano il momento conclusivo di un ciclo di aperture straordinarie che permettono di varcare la soglia del sacello, il nucleo più intimo e antico dell’intero complesso monastico.
L’iniziativa, curata dagli esperti di Archeologistics, nasce per condividere con i visitatori l’avvio di importanti progetti di ricerca volti a indagare i frammenti pittorici del XIII secolo.
Il percorso si focalizza sulla figura dell’eremita dal cui voto nacque la comunità, con una visione ravvicinata sia degli affreschi medievali sia dei cicli decorativi del XVI e XVII secolo. Si tratta di un’opportunità per osservare l’historieta e i rilievi documentali che narrano la vita del sito, approfondendo lo stato di conservazione delle pareti. Come spiega Elena Castiglioni di Archeologistics: «Nel mese di gennaio abbiamo svolto i primi sopralluoghi con docenti e ricercatori che condurranno gli studi. In un’ottica di condivisione con il pubblico, l’apertura del sacello vuole essere l’occasione proprio per raccontare come stiamo lavorando e quali sono gli obiettivi di questo lavoro. Naturalmente sarà anche il momento per osservare insieme i tanti frammenti della parete est del sacello, alcuni pienamente leggibili ed altri meno, ma in tutti di grande interesse per la storia del’Eremo».
L’attività di studio è coordinata dalla dottoressa Lorenza Giacardi e vede la partecipazione del professor Saverio Lomartire dell’Università dell’Insubria per la parte medievale, mentre i docenti Stefano Bruzzese e Mauro Pavesi della Cattolica di Milano si occupano delle fasi successive. Il progetto è sostenuto da Varese Cultura 2030, con la Provincia di Varese come capofila e il contributo di Fondazione Cariplo. Per garantire la tutela degli spazi originali, l’accesso è limitato a piccoli gruppi di massimo 12 persone per volta, mentre l’ingresso nel sacello vero e proprio avviene a coppie.
Le visite iniziano alle 14:30 e richiedono la prenotazione obbligatoria. Per quanto riguarda l’accessibilità, la struttura architettonica del sacello non permette l’ingresso in carrozzina, ma gli organizzatori hanno predisposto una soluzione alternativa. Come precisato nella nota informativa: «La visione degli affreschi sarà garantita da riproduzioni digitali di alta qualità fruibili negli spazi immediatamente esterni al sacello». Prima della visita, la locanda dell’Eremo è a disposizione per chi desidera pranzare sul posto.









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