Sesto Riverside: Il sindaco Giordani e Panza rispondono alla petizione dei commercianti
Dal bilancio economico alla gestione del confronto pubblico, il presidente del gruppo Artigiani e Commercianti fa chiarezza dopo la petizione firmata da 66 attività commerciali sulla gestione del festival
Una giornata fuori dall’ordinario, quella di ieri, venerdì 30 gennaio, tra i commercianti di Sesto Calende. Dopo le diverse interrogazioni del centrodestra, la gestione delle manifestazioni estive, ovvero del festival Sesto Riverside (al suo debutto nell’estate 2025 durante il primo anno di mandato Giordani), ritorna al centro del dibattito dopo una petizione firmata da parte di un gruppo di operatori locali, 66, indipendenti rispetto all’associazione di categoria.
La petizione che chiede il superamento dell’attuale format del festival vede come primo firmatario – per dovere di cronaca è giusto sottolinearlo – un’attività più volte dimostratasi sostenitrice del gruppo di centrodestra oggi all’opposizione (che infatti scelse quel locale in occasione della campagna elettorale): una scelta – sia chiaro – assolutamente lecita e legittima, oltreché facilmente riscontrabile anche sui social network.
A provare a fare chiarezza sul coinvolgimento effettivo dei commercianti al festival è Patrick Panza, presidente del Gruppo Artigiani, Commercianti e Terziario Avanzato, intervenuto pubblicamente per rispondere alla mobilitazione che non è passata inosservata. «È necessario anzitutto ricordare che al termine dell’edizione 2025 del Riverside Festival si è svolta una riunione pubblica di restituzione, alla quale le attività commerciali del territorio erano state regolarmente invitate, durante la quale sono stati illustrati i dati, le modalità organizzative e le valutazioni complessive dell’evento».
LA RICOSTRUZIONE DI PANZA:
Secondo Panza, durante l’assemblea «non sono emersi malumori generalizzati, né contestazioni strutturate
sull’impianto del Festival, fatta salva una richiesta – condivisa – di migliorare e diversificare le modalità di comunicazione degli eventi, osservazione che l’organizzazione ha fin da subito accolto come spunto di lavoro. Appare pertanto quantomeno singolare – aggiunge il presidente – che oggi si parli di assenza di confronto, quando un momento di ascolto e rendicontazione si è già svolto, in modo trasparente e aperto. Per quanto riguarda la petizione, si rileva che il soggetto promotore è una specifica attività commerciale che, anche in passato, ha scelto modalità di esposizione pubblica fortemente polemiche, laddove sarebbe stato possibile – e auspicabile – limitarsi a richiedere l’istituzione di un tavolo di confronto, senza alimentare contrapposizioni o rappresentazioni parziali dei fatti».
Inoltre, sottolinea Panza «diverse attività firmatarie hanno successivamente riferito di aver sottoscritto il documento senza averne piena e preventiva conoscenza, sulla base di spiegazioni verbali che, in più casi, non risultavano pienamente corrispondenti al contenuto effettivo del testo sottoscritto».
Sul piano dei risultati, Panza difende il nuovo corso degli eventi evidenziando come, confrontando gli incassi con quelli del passato, il bilancio sia positivo. Rispetto a quando si puntava tutto su un unico appuntamento come i fuochi artificiali , il format del Riverside Festival ha introdotto il vantaggio di una distribuzione degli eventi su più serate, capace di «ridurre il rischio legato al maltempo» , di «non concentrare l’intera possibilità di incasso in un’unica data» e di «garantire una maggiore continuità di flussi nel periodo estivo». Secondo Panza, questa stabilità ha inoltre «facilitato l’organizzazione del lavoro delle attività, rendendo il periodo estivo più stabile e programmabile.
I PROPOSITI PER LA PROSSIMA EDIZIONE
Per il futuro, Panza annuncia che prima di far partire i lavori per la prossima edizione verrà convocata una nuova riunione. L’idea è quella di unire le forze e «si lavorerà per integrare, ove possibile, anche eventi privati delle singole attività all’interno di una cornice coordinata e condivisa». Il messaggio finale ai dissidenti è chiaro: il futuro di Sesto Calende passa da «dialogo, collaborazione e responsabilità condivisa, non da semplificazioni o polemiche che rischiano solo di dividere un tessuto economico che ha invece bisogno di lavorare insieme».
IL SINDACO GIORDANI: “CHIUNQUE DESIDERI COLLABORARE È SEMPRE ACCOLTO”
Non si è fatta attendere, l’indomani della petizioni, il comunicato ufficiale da parte del sindaco Elisabetta Giordani: «L’Estate Sestese 2025 è stata il frutto positivo di un lavoro comune tra Amministrazione Comunale, Commercianti e Proloco – dichiara la prima cittadina con una nota ufficiale -. Il coinvolgimento e la collaborazione con i commercianti sestesi ha dato a tutti l’occasione di partecipare con idee e proposte, ma anche di valutare insieme i risultati».
“INUTILE COMMENTARE GIUDIZI SOGGETTIVI NON SUPPORTATI DA DATI”
«Abbiamo letto, con stupore, l’iniziativa di un esercente che, con la firma di alcuni colleghi, chiede di fare ciò che in realtà è stato fatto. Fa fede, su questo, il puntuale comunicato dell’Associazione Commercianti, che racconta in modo chiaro il lavoro fatto lo scorso anno in termini di collaborazione nelle proposte e di rendicontazione dei risultati. Chiunque desidera collaborare positivamente con l’Amministrazione Comunale, troverà sempre ascolto per il bene di Sesto. Riteniamo inutile commentare giudizi soggettivi che non sono supportati da dati né da proposte».
(articolo aggiornato alle 15:19 di sabato 31 gennaio dopo la nota del sindaco, ndr.)









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