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Quei confini che non vedevamo e che oggi pesano alla luce dei rinvii

Prorogato al 27 marzo il divieto di spostarsi tra Lombardia e Piemonte. E il Lago Maggiore resta diviso tra sponde e territori

sesto calende ponte ulisse piana

Nel Basso Verbano, il ponte di ferro tra Sesto Calende e Castelletto Ticino, rispettivamente province di Varese e Novara, territorio lombardo e piemontese, è diventato il simbolo evidente dell’idea di confine. E pensare che fino a poco più di un anno fa la differenza amministrativa tra una sponda e l’altra del fiume era quasi impercettibile. Nota naturalmente ai cittadini che vivono in quei comuni, ma poi in concreto quasi invisibile, data l’infinità di connessioni instaurate nel tempo tra i territori sul Lago Maggiore, prima fra tutte l’evidente vicinanza fisica. Questo vale naturalmente per l’intero territorio del Lago Maggiore, si pensi ai comuni divisi da pochi minuti di battello e più in generale per i territori di frontiera.

Eppure ormai da mesi, quel ponte, che salvo per motivi di necessità e urgenza non si può oltrepassare liberamente, è diventato un po’ la sintesi di quello che molte comunità stanno vivendo. Per tante persone questo ha significato cambi di abitudini, dai più banali come la spesa o lo svago seppur nei limiti dei provvedimenti, per altri sacrifici ben più significativi come l’impossibilità di incontrare gli affetti che risiedono in un territorio regionale diverso. Per molte attività commerciali o turistiche inoltre, le scelte che interessano questo ambito possono rappresentare delle vere e proprie svolte nel proprio business.

Alla luce dei contenuti del nuovo Dpcm questa distanza non sembra però destinata ad essere colmata a breve. Il provvedimento del presidente del Consiglio, Mario Draghi, non autorizza ancora gli spostamenti tra Regioni, neppure tra quelle considerate a rischio meno elevato come le “zone gialle”.

Tenuto conto soprattutto della crescita dei contagi, sembrerebbe proprio che con questa limitazione avremo a che fare ancora a lungo: il divieto di spostamento tra le regioni è ora prorogato fino al 27 marzo ma non possiamo prevedere che cosa sarà stabilito a ridosso di quella data.

Il nuovo Dpcm va a regolare anche, un altro tema molto sentito nei nostri territori, quello delle seconde case. In estrema sintesi le regole previste sono le seguenti: solo chi vive in zona gialla o in zona arancione può raggiungere la seconda casa (attenzione ai requisiti per quando riguarda titolo di proprietà o affitto ed eventuali ospiti. Consigliamo sempre di consultare le Faq in materia di spostamenti). E lo può fare anche se la seconda casa è situata fuori regione. Si può andare anche in una seconda casa che si trova in zona arancione ma non in zona rossa. 

Invece, dalla zona rossa non è possibile uscire per spostarsi verso le seconde case.

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 04 Marzo 2021
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