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Il Monumento di Taino che segna l’arrivo dell’estate

Realizzato nel 1991 dall'artista di fama internazionale Giò Pomodoro, il Monumento dei Punti Cardinali è il simbolo del paese sulle colline del Lago Maggiore. La sua storia e alcuni dei suoi segreti

Parco di Taino, foto di Lorenzo Ribecco

Tra gli splendidi scenari del Verbano, la “terrazza” del Parco di Taino offre sicuramente uno fra i panorami più belli e incantevoli dell’area Sud del Lago Maggiore.

A impreziosire il parco, che rivolge il proprio sguardo alla vicina Rocca di Angera, al lago ma anche alle lontane Alpi e al Monte Rosa,il “Monumento dei Punti Cardinali” (foto di Lorenzo Ribecco), opera dell’artista Giò Pomodoro realizzata nel 1991 grazie all’impegno dell’allora storico sindaco Tullio Berrini e divenuta col passare degli anni il simbolo del paese.

Così Pomodoro descriveva il parco: «C’è uno scendere e un salire, un andare e un ritornare indietro che accade oggi nel parco, che funziona come legame concreto fra ciò che è trascorso e quel che si prepara, in una dimensione tutta quotidiana, che si rinnova della quiete, fra il verde e le pietre e fra le vaste distese boschive delle colline che – a est e a sud – circondano il paese».

Sulle colline tainesi arte e natura dunque si fondono e l’opera di Giò Pomodoro celebra, come intuibile dal suo nome, alcuni fra i più importanti e sentiti “leitmotiv artistici”: il tempo e le stagioni.

Grazie all’intervento dell’astronomo Corrado Lamberti (tra le vittime del coronavirus) al Monumento è possibile infatti calcolare i quattro punti cardinali e le direzioni della luce.

Ricca di riferimenti alle civiltà antiche, in modo particolare alla cultura classica, la scultura di Pomodoro, costruita anche con il celebre granito rosa di Baveno, vede al centro un pilastro-gnomone alto 8,64 metri, il cui pertugio permette di catturare la luce del sole ogni 21 giugno, giorno del solstizio d’estate.

A mezzogiorno, quando il sole si trova al suo Zenit, i raggi penetrano all’interno della fessura e le ombre vengono proiettate su un secondo pilastro, un monolite orizzontale dalla punta piramidale, che viene quasi del tutto oscurato, segnando così l’inizio dell’estate.

La scultura di Pomodoro è pregna di simboli e scritte che richiamano la natura nella sua forma più ancestrale come si evince a partire delle sue quattro entrate, che coincidono con i punti cardinali. Ma se comprendere a pieno questa piccola perla del Basso Verbano richiede tempo e contemplazione, la vasta area verde del parco è invece facilmente raggiungibile sia grazie ad una affascinante (e simbolica) scalinata, realizzata sempre da Pomodoro, che collega il cimitero comunale di Via Marconi (SP48) al parco, sia da Piazza Pajetta dove si trovano il Municipio e il Teatro dell’Olmo, con i relativi parcheggi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 Giugno 2020
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