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“Aree di confine”: istituzioni e imprese insieme per l’economia del nord Varesotto

"Aree di confine" propone l'introduzione di un regime fiscale incentivante a beneficio dei lavoratori italiani residenti entro i 20 chilometri dal confine

Avarie

E’ stato presentato ufficialmente questa mattina il progetto “Aree di confine”, messo a punto da Confartigianato Imprese Varese per rispondere all’appello lanciato dalle imprese manifatturiere del Luinese e dei territori della zona di confine.

Il progetto è frutto di nove mesi di lavoro, decine di incontri e un obiettivo: offrire spunti concreti su cui far convergere l’azione di un territorio e di chi lo rappresenta a sostegno dell’area nord della provincia di Varese. Un’area che più di altre ha pagato alla crisi un conto molto salato in termini occupazione e di aziende “perse”.

Il primo Comune a raccogliere la sfida è stato quello di Arcisate (non a caso guidato da un imprenditore artigiano) che lo scorso 19 marzo ha approvato in Consiglio comunale, all’unanimità, un ordine del giorno che sostiene e “sposa” in pieno le azioni di sostegno contenute nel progetto.

“Aree di confine”, in sintesi, propone l’introduzione di un regime fiscale incentivante a beneficio dei lavoratori italiani residenti entro i 20 chilometri dal confine e occupati nelle imprese del Luinese, della Valceresio e delle aree interessate dal frontalierato. L’obiettivo: annullare lo stacco retributivo tra chi lavora in Italia e chi lo stipendio se lo guadagna in Svizzera, per tenere professionalità e intelligenze di qua dal confine.

«Un punto di partenza, sicuramente – ha detto il vicepresidente di Confartigianato Imprese Varese, Antonio Ziliotti – Abbiamo voluto offrire agli attori in campo strumenti utili per delineare la formula più efficace per rispondere ai problemi, ormai strutturali, denunciati dalle imprese dell’Alto Varesotto».

Alla presentazione hanno partecipato, oltre al sindaco di Arcisate Angelo Pierobon, i presidenti della Comunità montana del Piambello, Maurizio Mozzanica, e della Comunità montana Valli del Verbano, Giorgio Piccolo, e il presidente dell’Associazione comuni italiani di frontiera Massimo Mastromarino, sindaco di  Lavena Ponte Tresa. A spiegare i dettagli tecnici della proposta Claudia Chiuppi, avvocato e responsabile del servizio amministrazione del personale di Confartigianato.

«La scelta di farci parte attiva in questo progetto – spiega Pierobon – è dettata dalla consapevolezza che le scelte di oggi incideranno in maniera rilevante sul futuro dei nostri territori. Un amministratore pubblico ha il dovere di recepire le criticità presenti sul suo territorio e di agire. Inoltre a breve il neo eletto presidente della Regione, Attilio Fontana, inizierà il suo mandato e sappiamo quanto bene conosca il territorio, essendo della Valceresio e avendo lui stesso amministrato come sindaco».

La proposta guadagnerebbe ancora più forza se venisse “adottata”, oltre che dalla Regione, da altri sindaci e consigli comunali della zona interessata: «L’obiettivo – concludono i promotori dell’iniziativa – è quello di fare rete e di raccogliere il maggior numero di soggetti interessati a promuovere interventi di salvaguardia del comparto produttivo a rischio, per sollecitare il Consiglio di Regione Lombardia alla definizione di una proposta di legge contro la desertificazione produttiva dei territori di confine».

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mariangela.gerletti@varesenews.it
Giorno dopo giorno ho il privilegio di raccontare insieme ai miei colleghi un territorio che offre bellezza, ingegno e umanità. Insieme a te lo faremo sempre meglio.
Pubblicato il 22 Marzo 2018
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