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«L’economia delle disuguaglianze, oltre che ingiusta è anche inefficiente», a Ispra la sfida contro l’individualismo

Dalla cultura della performance alla destinazione universale dei beni, l’incontro ha offerto spunti concreti per ripensare il rapporto tra denaro, società e responsabilità personale

Generico 30 Mar 2026

All’auditorium dell’oratorio San Giovanni Bosco di Ispra si è chiusa venerdì 27 marzo la rassegna quaresimale La casa non cadde, un percorso in tre serate dedicato alle fragilità del sistema socio-economico contemporaneo e alle possibili soluzioni. Protagonisti dell’ultimo incontro dedicato al rapporto tra capitalismo e individualismo, don Massimiliano Sabbadini, incaricato vescovile delle Acli Lombardia, e l’economista Carlo Benetti.

L’iniziativa, ispirata al Discorso alla città dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini, è stata promossa dalla Comunità pastorale Santa Teresa Benedetta della Croce di Ispra e Cadrezzate con Osmate insieme al Circolo Acli “Padre Ignazio” di Ispra.

Un’economia che rischia di perdere il senso

Al centro della riflessione l’idea che l’economia, se sganciata dalla persona, perda il proprio significato. «L’economia ha senso solo se mette al centro la persona e non il profitto» ha spiegato Carlo Benetti, analista di scenari economici, sottolineando come un sistema fondato sulla “cultura della performance” rischi di produrre esclusione e disuguaglianze .

Un modello che, secondo il relatore, porta a sacrificare dimensioni fondamentali della vita sociale: «Se non performi soccombi. Anche la malattia diventa quasi una colpa» ha osservato, richiamando le parole di papa Francesco contro «un’economia dell’esclusione, dove il denaro comanda anziché servire» .

Il nodo centrale è quello delle disuguaglianze: una distribuzione squilibrata della ricchezza non è solo ingiusta, ma anche inefficiente. «Quaranta milioni a una sola persona producono un’economia meno vivace di quattromila euro distribuiti a diecimila persone» ha spiegato Benetti, evidenziando come i consumi diffusi sostengano realmente la crescita.

Il ruolo delle istituzioni e dei cittadini

Accanto all’analisi economica, è emersa con forza la dimensione civica. Le istituzioni, è stato ricordato, sono anche il riflesso delle scelte dei cittadini.

«Abbiamo il dovere di essere informati e di favorire politiche che riducano le disuguaglianze» ha sottolineato Benetti, invitando a un impegno che passa anche da scelte quotidiane, come il cosiddetto “voto col portafoglio”, cioè orientare consumi e investimenti verso pratiche sostenibili e responsabili .

Tra le “buone pratiche” indicate, spazio anche all’economia circolare, vista come modello capace di coniugare sviluppo, sostenibilità ambientale e nuova occupazione.

Oltre l’individualismo: la sfida del Vangelo

Nel suo intervento, don Massimiliano Sabbadini ha portato la riflessione sul piano etico e spirituale, richiamando la dottrina sociale della Chiesa e il Vangelo.

«Il problema non è il denaro, ma l’avidità del denaro» ha ricordato, citando San Paolo e sottolineando come l’individualismo economico sia legato anche a una crisi più profonda di valori .

Il sacerdote ha insistito sul principio della destinazione universale dei beni: «Non siamo padroni, ma amministratori. I beni che possediamo sono anche degli altri, soprattutto dei più fragili» .

Richiamando il passo evangelico di Matteo 25, Sabbadini ha indicato una prospettiva concreta: «Tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli, l’avete fatto a me. Non è un’opzione, è una questione di vita» .

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Pubblicato il 31 Marzo 2026
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