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Rifiuti, il Varesotto corre verso l’80% di differenziata: Taino e Brinzio campioni, due soli comuni sotto la soglia

La provincia si conferma tra le più virtuose della Lombardia con quasi il 79% di raccolta differenziata. Nel capoluogo cresce leggermente la percentuale, ma il "sacco indifferenziato" resta troppo pesante. Ecco la mappa dei promossi e dei bocciati

Comuni ricicloni 2025

Se la Lombardia si conferma locomotiva d’Italia nella gestione dei rifiuti, la provincia di Varese ne rappresenta indubbiamente uno dei vagoni di testa, trainata da piccole realtà che hanno fatto della riduzione degli scarti una vera e propria “missione civica”. È quanto emerge dall’edizione 2025, la trentaduesima,  del dossier “Comuni Ricicloni”, presentato da Legambiente Lombardia, che fotografa la situazione basandosi sui dati consolidati del 2024. In un quadro regionale che vede la produzione di rifiuti tornare a crescere ai livelli pre-pandemia, il nostro territorio si distingue per una media provinciale di raccolta differenziata che sfiora ormai l’eccellenza, attestandosi al 78,7%, un dato che ci avvicina sensibilmente all’obiettivo regionale dell’80% fissato per il 2027.

Cosa vuol dire essere un Comune Riciclone

Per essere un Comune Riciclone, la produzione di rifiuto secco indifferenziato o RUR – quello cioè più difficile da differenziare ulteriormente – non deve superare i settantacinque chili per abitante all’anno. Un valore originale stabilito da Legambiente, che testimonia l’impegno sia politico sia civile nel ridurre il più possibile il residuo non più utilizzabile, o più difficilmente utilizzabile. Quest’anno sono rimasti sotto il limite trecento ottantasette comuni, un numero in calo rispetto alla scorsa edizione, quando i comuni virtuosi erano stati quattrocento quattro. I Comuni Ricicloni di questa edizione rappresentano il 26% del totale dei comuni lombardi, con una popolazione di 2.140.258 abitanti, cioè il 21% sul totale della regione. La provincia con più Comuni Ricicloni è Bergamo con 98 (con il 50,1% di abitanti sotto il 75 kg di rifiuti per abitanti / anno), seguita da Varese (69), Mantova (53), Milano (42), Brescia (42) e Monza Brianza (30). Tutti i dati, come di consueto, sono disponibili nel dossier Comuni Ricicloni 2025.

I campioni del riciclo: Taino e Brinzio in vetta

Scorrendo le classifiche stilate da Legambiente, che premiano i comuni “Rifiuti Free” (ovvero quelli con un residuo secco non riciclabile inferiore ai 75 kg per abitante all’anno), salta all’occhio come la virtù risieda spesso nelle piccole comunità. La palma d’oro del Varesotto, in un ideale testa a testa, va a Taino e Brinzio. Entrambi i comuni sono riusciti nell’impresa di ridurre il rifiuto indifferenziato a soli 24 kg per abitante in un anno, un risultato impressionante se confrontato con la media regionale. A fare la differenza è la percentuale di differenziata, dove Taino svetta con un incredibile 94%, seguito a ruota dal borgo della Valcuvia con il 92,9%.

Ma l’elenco dei virtuosi è lungo e comprende ben 69 comuni della nostra provincia, pari alla metà esatta delle amministrazioni del territorio. Scorrendo la lista dei “top player” troviamo performance eccezionali come quelle di Orino, che si ferma a 25 kg di residuo secco pro capite, Rancio Valcuvia (26 kg) e Ferrera di Varese (28 kg). Sono numeri che testimoniano come il sistema di raccolta porta a porta e la tariffazione puntuale, dove applicata, siano strumenti ormai maturi e assimilati dalla cittadinanza.

Il capoluogo: Varese migliora, ma non basta

Spostando la lente d’ingrandimento sulla Città Giardino, la situazione appare in chiaroscuro. Varese registra un lieve miglioramento, portando la raccolta differenziata al 72,1%, in crescita rispetto al 71,4% dell’anno precedente. Tuttavia, il capoluogo non riesce ancora a fregiarsi del titolo di “Comune Riciclone”. Il motivo risiede nella quantità di rifiuto indifferenziato prodotto: ogni varesino getta ancora nel sacco grigio (o viola) circa 128 kg di rifiuti l’anno. Siamo ben lontani dalla soglia d’eccellenza dei 75 kg, ma il trend è comunque positivo se si considera la complessità di gestione di un centro urbano di quasi 80 mila abitanti rispetto ai piccoli paesi montani.

Turismo e sostenibilità: i laghi danno il buon esempio

Una novità interessante del dossier di quest’anno è la menzione speciale per i “Comuni Turistici”, che devono gestire flussi di visitatori che mettono sotto stress i servizi di igiene urbana. Anche qui il Varesotto brilla. Ranco si conferma un gioiello non solo paesaggistico ma anche ecologico, con una differenziata al 92,2%, il dato più alto tra i comuni turistici lombardi segnalati. Ottime anche le prestazioni di Angera (88,7%) e Laveno-Mombello (88,6%), a dimostrazione che l’accoglienza turistica sui nostri laghi può e deve andare di pari passo con la tutela ambientale.

La maglia nera: solo due comuni sotto la soglia

Se c’è un dato che più di altri certifica la buona salute del sistema varesino, è quello relativo ai comuni “bocciati”. In tutta la provincia, sono solamente due le amministrazioni che non raggiungono la soglia minima di legge del 65% di raccolta differenziata. Si tratta di Bedero Valcuvia, che si ferma al 60%, e del piccolo comune montano di Curiglia con Monteviasco, fanalino di coda con il 54,9%. È doveroso sottolineare come, nel caso di Curiglia, l’isolamento geografico e le ridottissime dimensioni demografiche rappresentino sfide logistiche non indifferenti per la gestione del servizio. Il confronto con altre province è impietoso: basti pensare che nel Pavese i comuni sotto la soglia sono ben 115.

La fotografia scattata da Legambiente ci restituisce una provincia di Varese consapevole e matura, che ha ormai metabolizzato la cultura del riciclo. La sfida per i prossimi anni sarà quella di lavorare sulla qualità della raccolta e, soprattutto, sulla riduzione della produzione di rifiuti alla fonte, per trasformare quel 78,7% provinciale in un rotondo 80% e far entrare anche i centri più grandi nel club esclusivo dei “Rifiuti Free”.

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Pubblicato il 22 Gennaio 2026
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