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Brasile verso il ballottaggio, Lula e Bolsonaro si sfidano all’ultimo voto. Nel Varesotto vivono 1.080 brasiliani

La sfida per la presidenza del Brasile coinvolge anche la comunità brasiliana della provincia di Varese. Tra loro la fotografa Isabel Lima, che ha già votato e racconta le ragioni della sua scelta

Generico 19 Oct 2026

In provincia di Varese, secondo i dati Istat di circa un anno fa, risiedono regolarmente 1.080 cittadini con cittadinanza brasiliana. Una comunità composta prevalentemente da donne, 733, mentre gli uomini sono 347. Numeri che rappresentano circa il 7,4% dei 14.675 brasiliani residenti in Lombardia e collocano Varese al quinto posto tra le province lombarde per presenza di cittadini del Paese sudamericano.

È una comunità che in questi giorni guarda con particolare attenzione a quanto sta accadendo dall’altra parte dell’Atlantico, dove domenica 25 ottobre si deciderà chi guiderà il Brasile nei prossimi quattro anni. Una sfida che divide profondamente il Paese e che vede contrapposti Luiz Inácio Lula da Silva, presidente uscente e leader storico della sinistra, e Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, esponente della destra brasiliana.

Generico 19 Oct 2026

Tra i brasiliani che vivono nel Varesotto c’è anche la fotografa Isabel Lima, che ha già votato e non nasconde le proprie preferenze politiche, condivise dalla sua famiglia. Il suo rapporto con la politica brasiliana ha radici lontane, che risalgono agli anni Ottanta, quando viveva a Rio de Janeiro.

«Nel 1984, quando vivevo a Rio, sostenevo Leonel Brizola del Partito Democratico Laburista (PDT). Mi piaceva il suo progetto e soprattutto l’idea di Darcy Ribeiro di realizzare i CIEPs, centri di istruzione pubblica a tempo pieno che garantivano educazione e alimentazione ai bambini delle famiglie più bisognose».

Un’attenzione ai temi sociali e all’istruzione che Isabel ritrova nella figura di Lula, conosciuto personalmente nel 2000, due anni prima della sua prima elezione alla presidenza del Brasile.

«Ho incontrato Lula nel 2000. Già apprezzavo Brizola per i suoi progetti e oggi, a maggior ragione, rispetto profondamente Lula per le iniziative che ha realizzato e che continuano a dare frutti. Credo che anche Brizola avrebbe riconosciuto in lui l’uomo giusto per guidare il Brasile».

Una scelta che racconta anche quanto la politica brasiliana continui a essere presente nella vita di chi, pur vivendo da anni in Italia, mantiene un legame profondo con il proprio Paese d’origine.

Generico 19 Oct 2026

Foto di Isabel Lima

Lula e Bolsonaro, un confronto durissimo in televisione

Intanto in Brasile la tensione politica cresce di giorno in giorno. Milioni di cittadini sono rimasti davanti alla televisione e agli schermi degli smartphone domenica sera per seguire il primo confronto diretto tra Lula e Flávio Bolsonaro.

Due ore di dibattito che hanno assunto spesso i toni di uno scontro personale, tra accuse di corruzione, provocazioni e attacchi alle rispettive famiglie. Le parole più ricorrenti sono state «bugiardo», «ladro», «corrotto» e «buffone».

Bolsonaro, senatore del Partito Liberale, è arrivato al confronto forte del risultato del primo turno del 4 ottobre, quando ha ottenuto il 47% dei voti contro il 45% di Lula. Il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni per il tentato colpo di Stato del 2022, punta a raccogliere l’eredità politica del padre e a riportare la destra alla guida del Paese.

Lula, che si presenta alla sua settima elezione presidenziale e punta a conquistare un quarto mandato, deve invece difendere il bilancio dei suoi governi e convincere gli elettori ancora indecisi.

Durante il confronto televisivo Bolsonaro ha cercato ripetutamente di provocare l’avversario, arrivando a camminargli alle spalle mentre parlava. Lula ha reagito soprattutto quando il rivale gli ha chiesto di avvicinarsi.

«Per quanto riguarda la famiglia Bolsonaro, voglio mantenere le distanze. Non voglio stare vicino a chi ha legami con le milizie», ha risposto il presidente, facendo riferimento alle organizzazioni criminali composte anche da ex appartenenti alle forze dell’ordine, particolarmente attive a Rio de Janeiro.

Bolsonaro ha replicato ironizzando sul fatto di non avere con sé il portafoglio, insinuando che Lula avrebbe potuto rubarglielo. Un riferimento alle vicende giudiziarie del presidente, che in passato ha trascorso circa un anno e mezzo in carcere per condanne per corruzione successivamente annullate.

Lula ha risposto con un’altra battuta quando Bolsonaro ha sostenuto che il presidente raccogliesse molti voti nelle carceri: «Voglio anche il voto di tuo padre Jair Bolsonaro. Vota per me, Bolsonaro, conosci tuo figlio e sai che sono migliore di lui».

L’economia e il costo della vita al centro della sfida

Al di là degli attacchi personali, il confronto ha fatto emergere due visioni molto diverse del futuro del Brasile.

Flávio Bolsonaro punta soprattutto sul malcontento della classe media, quella fascia sociale che negli ultimi decenni è riuscita a uscire dalla povertà ma che oggi deve fare i conti con il costo della vita e con aspettative economiche spesso deluse. «Il Partito dei lavoratori ha governato 20 degli ultimi 24 anni. La vostra vita è migliorata? Il cibo che mettete in tavola è forse meno caro?», ha chiesto Bolsonaro rivolgendosi direttamente ai telespettatori.

Lula ha difeso i risultati economici e sociali dei suoi governi, ricordando le politiche contro la povertà e gli interventi a favore dei lavoratori.

Uno dei momenti più significativi del dibattito ha riguardato la riduzione della settimana lavorativa a cinque giorni, una delle recenti conquiste parlamentari sostenute dal presidente uscente. Alla domanda di Lula se intendesse mantenerla, Bolsonaro ha inizialmente evitato una risposta diretta, per poi dichiararsi favorevole.

Il presidente ha anche paragonato l’avversario al leader argentino Javier Milei, noto per le sue politiche di drastica riduzione della spesa pubblica: «Gli hai già chiesto in prestito la motosega?», ha domandato Lula.

Sul fronte internazionale, il presidente uscente ha accusato la famiglia Bolsonaro di essere troppo vicina all’amministrazione statunitense di Donald Trump e di aver cercato di influenzare le vicende giudiziarie dell’ex presidente attraverso pressioni politiche ed economiche.

Sondaggi sul filo del rasoio: sarà decisivo ogni voto

A rendere ancora più incandescente la campagna elettorale sono i sondaggi, che descrivono un Paese sostanzialmente diviso a metà.

SONDAGGI PER IL BALLOTTAGGIO DEL 25 OTTOBRE

Chart■ Lula (PT) in azzurro

■ Flávio Bolsonaro (PL) in verde

Percentuali riportate dai due istituti, non risultati elettorali

Il sondaggio Vox Brasil, pubblicato domenica, assegna per la prima volta il vantaggio a Lula con il 51% contro il 49% di Bolsonaro. Una rilevazione BTG/Nexus diffusa lunedì 19 ottobre indica invece Bolsonaro al 50,3% e Lula al 49,7%.

Differenze minime che, al netto dei margini di errore delle rilevazioni, confermano quanto il risultato sia incerto.

La battaglia si combatte anche sui social network. Da una parte l’«Esercito di Lula», sostenuto dal deputato André Janones e seguito da milioni di persone, dall’altra la «Tropa de Flávio», che rilancia messaggi e slogan contro il presidente uscente.

Le piazze si riempiono, da San Paolo a Rio de Janeiro

La mobilitazione non riguarda soltanto internet. Nelle ultime ore le due principali città brasiliane hanno ospitato grandi manifestazioni a sostegno dei candidati.

A San Paolo, lungo la centralissima Avenida Paulista, oltre 70mila sostenitori di Bolsonaro si sono radunati invocando il cambiamento politico.

A Rio de Janeiro, sulla spiaggia di Copacabana, circa 50mila persone hanno partecipato sotto la pioggia al «Concerto per la democrazia», con il musicista Caetano Veloso, 84 anni, tra i più noti sostenitori di Lula.

Due piazze, due visioni politiche e un Paese chiamato a scegliere il proprio futuro.

Il prossimo appuntamento sarà venerdì 23 ottobre, con il secondo e ultimo dibattito televisivo, prima dell’apertura delle urne di domenica 25 ottobre.

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 19 Ottobre 2026
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