La crisi Beko va oltre i cancelli di Cassinetta e può costare fino a 70 milioni
Lo studio Liuc presentato al tavolo provinciale: tra 620 e 680 posti di lavoro a rischio tra stabilimento e indotto. L’impatto sull’economia locale può arrivare a 13,5 milioni l’anno. Già 325 i licenziamenti a Cassinetta
Fino a 70 milioni di euro persi nell’arco di cinque anni e tra 620 e 680 posti di lavoro coinvolti, contando gli esuberi diretti e le ricadute sull’indotto. Sono i numeri con cui la LIUC Business School misura il possibile impatto della crisi Beko sul Varesotto.
Lo studio, realizzato da Andrea Venegoni e Niccolò Comerio, è stato presentato a Villa Recalcati al Tavolo provinciale sulle crisi aziendali, tornato a riunirsi per verificare l’attuazione dell’accordo firmato al Mimit.
UNA CRISI CHE VA OLTRE CASSINETTA
La stima Liuc fotografa una crisi che va ben oltre i cancelli di Cassinetta. La perdita economica potenziale è compresa tra 40 e 70 milioni di euro nell’arco di tre-cinque anni. Ogni anno l’impatto potrebbe oscillare tra 12 e 13,5 milioni: 6,7-7,5 milioni di perdite dirette e altri 5,3-6 milioni di effetti indiretti sull’economia locale.
A pagare il conto, quindi, non sarebbero soltanto i lavoratori Beko e le aziende fornitrici. Le conseguenze potrebbero raggiungere commercio, bar e ristoranti, servizi e mercato immobiliare, con una riduzione della capacità di spesa delle famiglie che rischia di propagarsi sul territorio. Intanto gli effetti occupazionali sono già concreti.
Tra il 31 luglio 2025 e il 31 agosto 2026 a Cassinetta sono stati effettuati 325 licenziamenti collettivi. Il 58% delle persone uscite ha più di 54 anni, il 68% aveva oltre vent’anni di anzianità in azienda e l’81% lavorava in produzione. Sul fronte della ricollocazione, il 44% di chi ha trovato un nuovo impiego è tornato al lavoro entro tre mesi. Il tempo medio è stato di 118 giorni. Ma solo il 36% ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, mentre il 57% è stato assunto a termine o in somministrazione.
QUELLO CHE SERVE
Tre nuove sedi di lavoro su quattro sono comunque rimaste in provincia di Varese. Numeri messi a confronto con gli impegni dell’accordo ministeriale, che prevedeva 461 eccedenze, oltre a 18 dirigenti, e per Cassinetta un piano di investimenti da circa 136 milioni di euro tra il 2025 e il 2027.
Liuc e parti sociali indicano ora alcune priorità: uno sportello territoriale, bilanci delle competenze, riuso degli spazi industriali e sostegno alle microimprese.
Al tavolo è stato presentato anche un percorso ITS INCOM di 1.416 ore per 108 lavoratori. Provincia e Prefettura prepareranno infine un documento da portare al ministro. Il dato da cui riparte il territorio è che, secondo quanto emerso dal tavolo, l’accordo del 2025 non è ancora stato pienamente rispettato.





