A Besozzo le tedofore raccontano l’emozione della fiamma olimpica
Federica Cesarini, Daniela Colonna Preti e Paola Della Chiesa portano in sala letture le testimonianze della staffetta e i valori dello sport paralimpico e universale
Il passaggio della torcia rappresenta un incrocio di storie personali che trovano una sintesi nel valore del testimone. Per questo motivo, mercoledì 11 febbraio alle 20:45, la sala letture del Comune di Besozzo ospita un incontro diretto con chi ha vissuto l’esperienza di portare la fiamma in qualità di tedoforo.
L’appuntamento besozzese mette al centro le testimonianze di tre donne che hanno segnato lo sport e il sociale del territorio, affiancate da una voce locale che ha condiviso lo stesso onore. A dialogare con il pubblico intervengono Federica Cesarini, oro olimpico nel canottaggio a Tokyo, Daniela Colonna Preti, presidente della Polha Varese, e Paola Della Chiesa, docente di Sport Events Management. Alla serata parteciperà anche Marco Cammarata, tedoforo besozzese che descrive l’emozione di aver indossato la divisa ufficiale delle Olimpiadi.
L’assessore allo sport e benessere Francesca Pianese sottolinea come l’iniziativa permetta di scoprire «tante curiosità, emozioni, un punto di vista diverso dello sport – e un momento iniziale di sorpresa, dove tutti noi, anche a Besozzo, potremo assaporare il valore simbolico di un testimone che con il suo passaggio di persona in persona unisce e crea connessione».
L’esperienza della torcia diventa dunque uno strumento per trasmettere i valori della disciplina e dell’impegno. Secondo Paola Della Chiesa, questo percorso ha radici profonde poiché «l’esperienza come tedofora mi ha insegnato che lo sport è un linguaggio universale fatto di rispetto, condivisione, coraggio e gentilezza. Sono felice di poter raccontare questo percorso a Besozzo, con Daniela Colonna Preti, per trasmettere il valore dei sogni e dell’impegno». La presenza di Daniela Colonna Preti richiama invece il lavoro svolto dalla Polha, associazione nata nel 1982 per sostenere i giovani con disabilità nella pratica sportiva e diventata un punto di riferimento per il movimento paralimpico territoriale.
Un legame particolare con il territorio emerge dal racconto di Federica Cesarini, che ha portato la torcia a bordo di un traghetto tra Stresa e l’Isola Bella. La campionessa evidenzia l’importanza del contesto locale nel suo percorso atletico spiegando che «il Lago Maggiore vale tanto perché è dove mi sto allenando nella nuova specialità del canottaggio, il beach sprint e portare la torcia olimpica proprio attraverso un tratto di questo lago è un grande onore». Al termine degli interventi si svolge un momento conviviale per favorire il confronto e conoscere meglio i tedofori.
L’ingresso all’evento è libero e la partecipazione gratuita per il pubblico di ogni età.









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