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Frontalieri, Gadda e Borghi (Italia Viva) contro il taglio ai ristorni: “Si mettono in ginocchio i comuni di confine”

Con un emendamento alla legge di bilancio, Italia Viva chiede di garantire risorse almeno pari a quelle del 2019 per i Comuni che accolgono lavoratori frontalieri e sollecitano il governo a correggere la soglia del 3% introdotta lo scorso anno

maria chiara gadda

La possibile riduzione dei fondi destinati ai Comuni italiani di frontiera, derivanti dai ristorni dei frontalieri versati dalla Svizzera, preoccupa i parlamentari di Italia Viva, Maria Chiara Gadda ed Enrico Borghi.

“Tagli inaccettabili in un territorio che garantisce servizi”

«La ventilata ipotesi di versare nel 2026 solo 89 milioni dei 128 milioni di ristorni svizzeri ai Comuni di confine, se attuata, comporterebbe grosse difficoltà nel chiudere i bilanci, oltreché nell’erogare servizi alle proprie comunità», affermano i due parlamentari in una nota congiunta.

Gadda, deputata varesina, sottolinea come la scelta arrivi in un contesto già difficile per enti locali e cittadini: «In una legge di bilancio dove fioccano ovunque tasse e accise per cittadini e imprese, si tagliano le risorse ai Comuni che garantiscono i servizi sul territorio di frontiera. Lo scorso anno toccò alla città di Varese, con l’abbassamento della soglia al 3% per ricevere i contributi dei frontalieri, ora sono nei premi di nuovo anche i piccoli Comuni».

La proposta di Italia Viva: “Garantire almeno 89 milioni l’anno”

Italia Viva ha presentato un emendamento alla legge di bilancio, firmato anche dalla senatrice Raffaella Paita, per garantire un livello stabile di finanziamento per tutto il periodo transitorio dell’accordo con la Svizzera. L’obiettivo è assicurare almeno 89 milioni annui ai Comuni italiani di frontiera, pari al livello del 2019, e comunque non meno di quanto effettivamente versato dai Cantoni elvetici nell’anno di riferimento.

«I Comuni di frontiera con la Svizzera – osserva Borghi – devono essere garantiti sul gettito a loro spettante, e non si può pensare di fare cassa sulle tasse dei lavoratori frontalieri».

Gadda: “Giorgetti riporti la soglia al 4%”

La deputata Gadda lancia infine un appello al ministro dell’Economia: «Il ministro Giorgetti approfitti anche per fare ammenda e riporti la soglia al 4%, e smentisca quanto prima ogni ipotesi di riduzione dei trasferimenti ai Comuni di confine».

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Pubblicato il 17 Novembre 2025

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