Querelle in "commissione capigruppo": Brignone attacca, Marchionini replica e volano stracci

Verbania -

VERBANIA - Finirà probabilmente in tribunale la diatriba, l'ennesima, apertasi mercoledì scorso alla riunione dei capigruppo tra il sindaco Silvia Marchionini e il consigliere di Sinistra&Ambiente, Renato Brignone. E mentre questi avanza al segretario generale del Comune, Giuseppe Testa, richiesta formale "di provvedere alla registrazione delle Commissioni Capigruppo", perchè sentitosi insultato dal sindaco; il primo cittadino dal suo canto annuncia querela perchè da 42 mesi sentitasi insultata dal consigliere. Casus belli, la richiesta da parte del Movimento 5Stelle di una Commissione d'inchiesta per la questione dei "gusci" del Maggiore. Punto che Brignone avrebbe voluto inserire nell'ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato, per volere delle opposizioni, per il 17 gennaio e destinato a smaltire 16 tra mozioni ed ordini del giorno, che giacciono inevasi da svariati mesi. Al no della maggioranza, motivato dal fatto che il Consiglio Comunale era stato convocato per smaltire argomenti "datati" e non per inserirne di nuovi, c'è stata una lunga "requisitoria" di Brignone con conseguenti reazioni.
«Il Sindaco ha detto che "non sono un galant'uomo, che sono un mascalzone, sono misero d'animo con profonda cattiveria". Tutte queste cose sono state dette senza un solo intervento della Presidenza volto a contenere il livore di un Sindaco evidentemente fuori controllo - scrive Brignone nella lettera al segretario comunale -. Per tutto ciò richiedo formalmente di utilizzare lo strumento della registrazione digitale delle sedute, in modo che le persone inizino a pensare prima di parlare evitando espressioni lesive della dignità altrui per poi (magari) negare le evidenze. Credo sia troppo sperare che la Presidenza abbia la forza di contenere un Sindaco che ormai teme la sua stessa maggioranza più delle variegate minoranze e che per questa ragione è in uno stato di evidente suscettibilità, ma credo anche che sia giunto il momento di porre termine ai gratuiti insulti che continuo a ricevere in realtà per la subdola ragione che qualcuno è particolarmente infastidito dal mio blog e dalle mie vignette».
E la replica di Silvia Marchionini non tarda: «In questi 42 mesi ho preferito evitare di rispondere quasi sempre alla personale ossessione nei miei confronti che Brignone Renato vive, con toni ogni giorno offensivi e denigratori.
Il consigliere con falsità e modi minacciosi in ogni capogruppo a cui ho partecipato e in ogni consiglio comunale, o commissione, usa parole gravemente diffamatorie e lesive della dignità personale col solo intento della polemica e del litigio, verso chiunque (colleghi consiglieri, Presidente del Consiglio, assessori, funzionari) non la pensi come lui.
All'ennesima occasione, il 10 gennaio, ho inteso tutelare la mia persona e il Comune come Istituzione da attacchi strumentali che nulla c'entrano con l'opposizione e la critica, e soprattutto l'interesse della città, da chi crede che urlando e insultando sul piano personale otterrà la fine anticipata di questa Amministrazione.   
Come ho già fatto nel passato mi rivolgerò alle sedi competenti per difendermi. Questa non è politica è solo istinto represso di chi nutre sentimenti di cattiveria, non accettando l'esito e la dialettica democratica
».

Chi ha ragione e chi ha torto? Chi ha insultato chi? E' assai probabile che sarà un giudice a deciderlo. Quello che è sicuro è che si tratta di una sconfitta per tutta la politica cittadina.

Antonella Durazzo
Ricerca in corso...