Migranti. Il PD di Verbania spinge per gli Sprar, Scalfi: «La fase dell'emergenza va superata»

Il segretario dem contro "la demagogia di Salvini"

Verbania -

VERBANIA - Riportare il dibattito sui migranti nei limiti della ragionevolezza. Anche in chiave locale. E' la missione che si è data il circolo PD di Verbania in risposta «ai fatti degli ultimi giorni e alle provocazioni demagogiche avanzate dal ministro degli Interni Salvini». Così il segretario cittadino Nicolò Scalfi, e il suo è un invito all'approfondimento ma anche al pragmatismo, soprattutto in chiave locale: «Il fenomeno migrazione va affrontato in modo complessivo e con estrema responsabilità proprio perché complesso». E così, se da un lato «non possiamo dimenticare che le persone che attraversano il mare arrivano da scenari di grave tensione e guerra», dall'altro occorre fare i conti con la situazione sociale, con l'attenzione verso il disagio delle persone: «Il fenomeno - dice Scalfi - va letto dentro uno scenario di complessiva disuguaglianza e precarietà per questo vanno sostenute maggiormente le politiche di rafforzamento dei servizi sociali che aiutino chi è in difficoltà con il lavoro, chi ha difficoltà con la casa, chi necessità di assistenza».
Insomma, la ricetta per disinnescare quella che potrebbe essere una devastante guerra tra poveri, passa attraverso una molteplicità di strade, dove anche l'informazione ha il suo ruolo : «Importante la testimonianza di Domenico Quirico (il corrispondente di guerra ndr) a Verbania alla interessante iniziativa organizzata dagli amici di LeU nelle settimane scorse - aggiunge il segretario PD - . Una testimonianza importante per capire lo scenario di guerra che genera il fenomeno». Ma è chiaro che l'approfondimento da solo, che necessariamente non raggiunge tutti, è insufficiente, l'arrivo di migranti nel territorio (il primo arrivo è datato 2014) ha generato una serie di reazioni anche preoccupate. Per Scalfi, superata la fase emergenziale con l'attivazione dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria), «occorre ora un'azione politica pragmatica. L'attivazione dei centri Sprar in città ci pare il passaggio attualmente più giusto per rispondere alla problematica. Non si può commettere l'errore di sottovalutare come da un processo di effettivo inserimento del migrante che ha avuto diritto di stare in Italia dipenda anche la percezione positiva che i cittadini locali hanno del fenomeno»,  dove l'attivazione degli Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo) consentirebbe di passare alla fase due, quella dell'integrazione delle persone che hanno diritto a restare, e l'attivazione di una serie di strumenti (per esempio corsi di lingue e di formazione) che spingano in quella direzione. «Qualcosa che i centri di Verbania fanno già - aggiunge il segretario dem - allo stesso modo in cui alcuni di quei migranti arrivati tempo fa, stanno trovando una loro collocazione».
Per attivare lo Sprar a Verbania, da alcuni mesi giace protocollato un ordine del giorno, firmato da PD e da altre forze politiche, dove, tra le altre cose, s'impegna l'amministrazione «ad attivare le procedure per strutturare nel Comune il Sistema di Protezione dei richiedenti asilo e rifugiati che supera il sistema dei Centri di Accoglienza Straordinaria e conduce nel solco dell'azione del Comune la gestione del processo migratorio nel Territorio».
L'ordine del giorno giunse come reazione alla trasmissione televisiva di Rete4 “Dalla vostra parte” che nel novembre del 2016 «parlava della città di Verbania come di una città insicura e con un alto tasso di criminalità dovuto alla presenza di numerosi richiedenti asilo in città». Considerazioni che i firmatari dell'odg respinsero al mittente, non essendo peraltro supportate da dati.
E' quell'ordine del giorno che "giace" non trattato ormai dal febbraio del 2017, che il PD verbanese s'impegna a portare all'evidenza.

Ricerca in corso...