I Cossognesi si mobiitano per la sopravvivenza del negozio

cossogno -

Il progressivo venir meno degli anziani, che ne garantivano la sopravvivenza, sta pregiudicando la prosecuzione dell’unico negozio rimasto in paese. La titolare, Marinella Furlan, è stata costretta a tenere aperto solo la mattina. La ripresa dell’apertura pomeridiana, su richiesta di qualche residente, s’è rivelata un flop. A luglio, una lettera dell’amministrazione ai cossognesi che ne annunciava la chiusura per fine luglio da parte della rete Conad di cui fa parte, ha fatto scattare la mobilitazione. La chiusura è stata scongiurata anche grazie alla parrocchia che ha dimezzato l’affitto. Uno sconto che garantisce alla rivendita di alimentari. Ma, se le vendite continuano a calare ed anche se ristagnano, il destino del negozio è segnato. Per scongiurarne s’è costituito un gruppo di volontari, coordinato da Pietro Morelli e Raffaella Castagna, che venerdì sera ha organizzato un incontro per chiamare i cossognesi alla mobilitazione. All’appello hanno risposto una cinquantina di persone che hanno riempito il salone parrocchiale. Nel corso dell’incontro sono state studiate le contromosse. Tra le proposte l’apertura tardo pomeridiana, dalle 17 alle 19, per incentivare gli acquisti di chi rientra in paese solo al termine della giornata lavorativa e s’è abituato a fare la spesa nei supermercati di Verbania. E, ancora: coinvolgere le attività di ristorazione, i bed & breakfast, gli agriturismi, le associazioni del paese che organizzano feste e sagre affinchè acquistino dagli stessi fornitori del negozio rendendo ad essi economicamente conveniente salire fino a Cossogno. Oppure diversificare le merci in vendita con prodotti non alimentari. “Proseguiremo – ha concluso Morelli – l’opera di sensibilizzazione avviata nelle scorse settimane. La notizia che il negozio rischia la chiusura ha già smosso le acque”.

Redazione On Line
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