Gibiino: "Sbagliato tassare la casa"

milano -

Si è svolta ieri, 25 gennaio, alla Borsa di Milano, Re Italy, la Convention Italiana del Real Estate.

Durante l’incontro il Senatore Vincenzo Gibiino, Presidente dell’Osservatorio Parlamentare del Mercato Immobiliare, ha espresso la propria posizione sulla pressione fiscale che il mercato sta subendo da anni. Una posizione chiara che non si presta a fraintendimenti. “Con l’aumento delle tasse sugli immobili sono stati persi oltre 750mila posti di lavoro, per non parlare della perdita del valore degli immobili pari almeno al 30%e dell’aumento della difficoltà a compra-vendere nelle aree periferiche delle città gli immobili commerciali”. Ecco quindi la formula che, nella sua semplicità, si rivela interessante e senza dubbio percorribile. “Innanzitutto è importante eliminare le tasse patrimoniali sugli immobili – prosegue Gibiino - . La TARI è una tassa impropria, che vìola il principio europeo del chi più inquina più paga. Se ci si basa solo sui metri quadri dell’abitazione e non sul numero degli abitanti e, quindi, sull’effettiva produzione di rifiuti, siamo di fronte a una tassa patrimoniale, una vera e propria ingiustizia”.

In effetti, è logico che un nucleo familiare numeroso consumi di più, e conseguentemente produca più rifiuti, di una coppia o addirittura di un single e quindi una tassazione equa e corretta dovrebbe prendere in considerazione entrambe le variabili. La ricetta passa poi per l’eliminazione della TASI residua e dell’IMU. Dice il Senatore: “Attualmente il proprietario di una casa in locazione è tenuto a pagare le tasse sui canoni anche se il conduttore è moroso. Anche in questo caso si tratta di una violazione del principio costituzionale che prevede l’esonero dal pagamento delle tasse, se il bene non produce reddito”.

E nel caso sopracitato, in effetti, se il locatario non percepisce alcun affitto dal suo immobile – che quindi non produce reddito – non si capisce il perché debba invece pagarvi le tasse. Due proposte semplici semplici, quelle del Senatore Gibiino, che però hanno un obiettivo importantissimo: riportare la tassazione sugli immobili ai principi di costituzionalità e nel rispetto delle norme europee.

Ma la formula è ancora più ricca perché, ripristinando l’IMU nella versione “ante Monti” (la ServiceTax per intenderci),le famiglie e i gli enti pubblici avrebbero reciproci vantaggi. Ogni proprietario di immobile, o conduttore, pagherebbe una tassa che sarebbe destinata ad opere di urbanizzazione primaria o secondaria (strade, condotte, illuminazione, scuole, asili ecc...). Opere che andrebbero ad incidere sul miglioramento della qualità della vita delle famiglie residenti e sulla rivalutazione degli immobili del territorio. Conclude Gibiino “Oggigiorno i Comuni con gli introiti provenienti dalla tassazione sugli immobili coprono il 44% del loro bilancio e questo è uno dei motivi per cui le abitazioni e gli immobili in generale sono il primo obiettivo delle manovre fiscali. Cosa profondamente sbagliata”. Sarebbe infatti compito dello Stato intervenire in modo mirato perché la tassazione sugli immobili sia una “tassa di servizio” e non una “tassa di mantenimento”. Una differenza piccola ma sostanziale che, alla luce delle manovre di governo sempre più stringenti sulla casa, potrebbe essere una formula semplice, ma decisamente efficace.

 

 

Redazione Online
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