Disturbi del comportamento alimentare: l'ASL apre l'ambulatorio per informazioni e consigli, giovedì

L'oaccasione è la Giornata Nazionale del “Fiocchetto Lilla”

VCO -

OMEGNA - Il 15 marzo verrà celebrata la VII Giornata Nazionale del “Fiocchetto Lilla” per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).

Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Disturbo da Alimentazione Incontrollata sono i disturbi più frequenti: si tratta patologie complesse e insidiose della sfera psichica, caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’ossessione per il peso e le forme del corpo; insorgono prevalentemente durante l’adolescenza  e  interessano  soprattutto  le  ragazze  anche  se,  purtroppo,  l’età  di  insorgenza  continua  a diminuire mentre aumentano i casi di sesso maschile.

Secondo l’OMS i Disturbi del Comportamento Alimentare rappresentano un problema di salute pubblica in costante crescita nei paesi industrializzati; in Italia coinvolgono circa 3 milioni di persone e rappresentano la prima causa di morte fra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali.

Nell’ ASL  VCO,  da  qualche anno,  esiste un  Ambulatorio per  la  Diagnosi  e la  Cura  dei Disturbi del Comportamento Alimentare che propone percorsi di cura differenziati a seconda del tipo e della gravità della patologia e offre il sostegno alle famiglie. L’Ambulatorio ha sede presso il Centro di Salute Mentale “Villa Caccini” di Omegna e accoglie le richieste per i pazienti maggiorenni da tutto il territorio dell’ASL. Vi opera un’équipe multidisciplinare appositamente formata ed è aperto il giovedì e il venerdì dalle ore 8,30 alle ore 16. L’accesso è diretto o tramite l’impegnativa del medico curante: il telefono è 0323-887010.

Il 15 marzo, in occasione della VII Giornata del “Fiocchetto Lilla” l’Ambulatorio per i DCA sarà aperto a tutti dalle ore 10 alle ore 16 e gli operatori saranno disponibili ad accogliere le persone interessate e dare informazioni.

PREVENZIONE E DIAGNOSI PRECOCE

Fondamentale è la prevenzione perché, se è vero che il sintomo “ricade” sul corpo (nei casi più gravi devastandolo),è vero soprattutto che l’intreccio di fattori affettivi e sociali crea una predisposizione: la malattia non è un fatto privato di alcune persone e famiglie problematiche o sfortunate ma il doloroso esito di un percorso fatto di idee, costumi, condizionamenti, idealizzazioni del corpo femminile che caratterizzano la nostra società. La prevenzione quindi è educare al cambiamento, superare le discriminazioni, promuovere stili di vita salutari, la stima in sé stessi, riconoscere i sentimenti e i propri limiti. In ciò la scuola svolge evidentemente un ruolo fondamentale.

La diagnosi precoce è altrettanto fondamentale in quanto, se non riconosciute in tempo e non curate in modo appropriato, tali patologie si cronicizzano con gravi ricadute per la salute individuale e costi altissimi per la società. I luoghi della cura dei DCA devono accogliere la paziente, sostenere la famiglia ed essere in rete con il territorio.

 

 

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