Asl Vco riceve un premio nazionale per la gestione delle patologie croniche

Firenze -

Sono 36 i pazienti, 16 a domicilio e 20 ricoverati in Residenze sanitarie assistite, affetti da patologie renali croniche seguiti all’esterno delle strutture ospedaliere dell’Asl Vco nell’ambito del progetto 'Utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per deospedalizzare i pazienti con malattia renale cronica'. Progetto grazie al quale l’Asl ha conseguito il premio Sharm, assegnato nei giorni scorsi durante il Forum Risk management in Sanità di Firenze. Il progetto made in Vco è stato giudicato il migliore d’Italia, davanti a quelli delle Aziende di unità sanitaria locale di Bologna e Toscana sud est.

Come molte idee innovative – ha aperto la presentazione di oggi pomeriggio al Castelli il direttore generale, Angelo Penna -, il nostro progetto è un po’ l’uovo di Colombo. Si basa sull’intuizione di una nostra infermiera specializzata di utilizzare le tecnologie di cui già disponiamo come i telefonini, i tablet, i pc per informare i pazienti su come ridurre il rischio di contrarre infezioni in modo da consentire loro, alle famiglie, agli operatori delle residenze sanitarie assistite una sorta i autoterapia in grado di prevenire infezioni che su fisici già minati da patologie croniche diventano devastanti. Non è merito mio ma del dottor Maurizio Borzumati, della sua équipe e della dottoressa Margherita Bianchi, responsabile della qualità della nostra Asl, che ha coordinato il progetto. Il riconoscimento è motivo d’orgoglio per tutta la sanità regionale, come ha sottolineato l’assessore regionale Antionio Saitta nel messaggio di felicitazioni che mi ha inviato. Non solo siamo stata l’unica Asl piemontese a partecipare (su 31 di tutta Italia, ndr) ma siamo stati ritenuti migliori di due grosse Asl come Bologna e Toscana sud est. L’ospedale unico resta il nostro principale obiettivo ma la sanità territoriale, come l’ha avviata chi mi ha preceduto (Giovanni Caruso, ndr), ò strategica per la qualità del servizio ai pazienti”.

Non ci fermeremo qui – ha concluso la dottoressa Bianchi -. Allargheremo il progetto ad altre patologie croniche. In particolare stiamo lavorando sulla terapia del dolore per ridurre la sofferenza di quei pazienti le cui malattie croniche provocano dolori permanenti”.

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