''L'addio del VCO è la tempesta perfetta per la Regione Piemonte''

TORINO -

‘’La tempesta perfetta sulla Regione arriverà da Nord. E si sa già anche quando: il 21 ottobre, giorno in cui nel Verbano-Cusio-Ossola si voterà per chiedere con un referendum di lasciare il Piemonte, preferendo diventare la tredicesima provincia della Lombardia’’. Così scrive il sito on line ‘’Lo Spiffero’’ riportando le tesi del costituzionalista Massimo Cavino in merito alla secessione del VCO. ‘’Il percorso innescato dalla vittoria (assai probabile) del voto a favore della via lombarda – rimarca lo Spiffero - resterebbe pur sempre “una gatta da pelare” anche se il passaggio formale avvenisse dopo le elezioni regionali’’.

Cavino – cita lo Spiffero - ricorda come le esigenze di questa provincia di montagna, in particolare le richieste della assegnazione delle risorse provenienti dalla riscossione dei canoni delle acque demaniali, non abbiano trovato dalla Regione le risposte attese e, soprattutto, quanto sia diverso l’approccio su questa materia da parte della Lombardia. E allora quel referendum da spauracchio pronto ad essere ripiegato di fronte a qualche offerta adesso è pronto a scatenare la tempesta perfetta, ancor più tale con una maggioranza al governo del Paese che non metterà certamente il freno, bensì premerà sull’acceleratore per velocizzare il più possibile l’annessione del Vco alla Lombardia a trazione leghista’’.

L’articolo (lo potete leggere interamente su http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=41097) spiega come la Lombardia sia pronta ad accogliere il Vco a braccia aperte mentre al Piemonte resteranno le gatte da pelare. Se il numero dei consiglieri regionali continuerà, anche senza il Vco, a rimanere di 50, non incidendo il distacco sulla soglia definita dal decreto legge 138 del 2011” molto cambierà invece rispetto alla ripartizione dei seggi, qualora la procedura di distacco dovesse chiudersi prima delle elezioni. Con molta probabilità il consigliere oggi eletto nel Verbano-Cusio-Ossola sarebbe attribuito alla provincia di Cuneo”. Ma anche se non dovesse esaurirsi prima delle elezioni, “la procedura di distacco rappresenterà un forte limite per il Consiglio regionale piemontese che non potrà approvare una legge elettorale regionale fino a quando la vicenda non sarà conclusa”.E cosa accadrebbe nel caso in cui la secessione della provincia avvenisse dopo le elezioni della prossima primavera? “Le ipotesi sono due. La prima: il consigliere eletto nel Vco rimane in carica anche se la sua provincia è ormai appartenente a un’altra Regione. La seconda: il Piemonte fa una nuova legge regionale con cui assegna quel seggio a un’altra provincia e decreta la decadenza dell’eletto. In questo caso, ovviamente, bisognerebbe indire elezioni supplettive nella provincia cui viene attribuito il seggio''.

Renato Balducci
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