Agricoltura: l’assessore regionale Ferrero soddisfatto per i dati sul Psr e l’ok ai provvedimenti su vino e cinghiali

Le associazioni di categoria piemontesi del mondo agricolo hanno spesso criticato la Regione per come aveva gestito il Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020. A fine anno è tempo di bilanci. Nel 2018 - rendono noto dall’assessorato di Giorgio Ferrero - per i bandi del Psr sono stati pagati 196 milioni di euro. Si tratta di una cifra molto elevata, la più alta da quando esistono le misure di sostegno al settore (il 2000) e oltre il record erogato nel 2015. Se, poi, a queste risorse si sommano i 20 milioni di euro che, a breve, dovrebbero essere pagati per  le operazioni riguardanti la banda ultra larga, il risultato è ancora più soddisfacente.

Dall’avvio del Programma sono già stati erogati 335 milioni di euro: il 31% del budget complessivo utilizzabile di 1.078 milioni di euro. Il traguardo raggiunto ha consentito il superamento della soglia che scongiura il disimpegno automatico dei fondi. Quindi, non c’è nessun pericolo di dover restituire i soldi all’Unione Europea e le risorse disponibili del Psr per il Piemonte sono totalmente spendibili. I numeri collocano, in percentuale, la Regione guidata dal presidente Chiamparino al settimo posto in Italia. “Grazie allo sforzo corale degli uffici - sottolinea l’assessore Ferrero - abbiamo ottenuto un risultato molto importante. Che diventa ancora più significativo se si pensa al ritardo con il quale siamo partiti nel 2014 per il cambio di amministrazione”. 

Le risorse in ballo cosa hanno permesso di finanziare? “Gli impegni agro-ambientali sul 20% della superficie agricola utilizzata; l’insediamento di oltre 800 giovani agricoltori e l’opportunità data a 2.000 aziende di ammodernare le loro strutture produttive. Sono risposte di un certo rilievo capaci di aiutare il settore a crescere e a innovarsi per stare al passo con le sfide dei prossimi anni”.

La Giunta Chiamparino, sempre su proposta dell’assessore Ferrero, ha inoltre approvato altri due importanti provvedimenti.

Sono state ripartite le risorse che, recependo l’indicazione dell’Unione Europea, finanziano i bandi Ocm (Organizzazione comune di mercato) relativi al comparto vitivinicolo. I 21.070.125 euro complessivi vengono destinati alla promozione dei vini piemontesi sui mercati esteri (10,5 milioni di euro); per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti (7.443.413 euro) e agli investimenti per l’apertura di punti vendita all’interno delle aziende (3.126.712 euro). Quest’ultimo contributo, soprattutto, rispetto alla precedente previsione, è aumentato di oltre 2 milioni di euro. “Una scelta - spiega Ferrero - che ha l’obiettivo di consentire una migliore accoglienza del consumatore in cantina per la degustazione e la vendita diretta del vino. Si tratta di un aspetto che, negli ultimi anni, è diventato sempre più determinante anche grazie al riconoscimento Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli. Il bando verrà aperto in tempi rapidi e potranno presentare le domande gli agricoltori professionali e le imprese agroindustriali”.        

Il secondo provvedimento approvato dalla Giunta regionale è relativo alla definizione delle norme organiche per il controllo della proliferazione dei cinghiali: un problema molto sentito dagli agricoltori.

Cosa prevede la delibera? In particolare, la possibilità per i proprietari e i conduttori dei fondi danneggiati dall’animale selvatico, se in possesso delle necessarie autorizzazioni, di svolgere le operazioni di abbattimento. In quale modo? Nel caso in cui gli interventi di urgenza richiesti alle Province non siano attivati entro 48 ore dalla segnalazione o non comportino l’eliminazione dei danni alle colture, gli imprenditori del settore, dopo aver comunicato nei tempi e nei modi stabiliti dal servizio competente delle stesse Province e d’intesa con le Organizzazioni rurali di categoria, possono svolgere direttamente, nelle 72 ore successive alla nota informativa, gli interventi di abbattimento. I risultati dell’operazione devono essere trasmessi, sempre alle Province, nelle 48 ore seguenti.

Ai medesimi Enti locali, la Regione demanda anche il compito di definire o aggiornare i Piani riguardanti l’attività di controllo dei cinghiali. Individuando una serie di indicazioni operative come strumento di supporto per la loro stesura.

Inoltre, il provvedimento stabilisce di avviare con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, dei progetti condivisi e finalizzati ad adottare misure di prevenzione e di controllo demografico della fauna selvatica. Come, ad esempio, la sterilizzazione.

“La delibera - afferma Ferrero - disciplina, in coerenza con la legislazione regionale e nazionale sulla caccia, le norme per affrontare il problema della proliferazione dei cinghiali e dei danni da essi prodotti. Le Province ora vedono ulteriormente chiariti gli strumenti disponibili per il controllo dell’animale, compresi gli interventi dei proprietari e dei conduttori dei terreni. Molto importante è anche la collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico, necessaria per definire misure di prevenzione e controllo della fauna selvatica senza ricorrere all’abbattimento”.

Quindi, soddisfatto del lavoro portato avanti su questo fronte piuttosto complesso? “Il provvedimento fornisce elementi importanti per rafforzare e attuare una reale prevenzione e un forte controllo. Perché siamo convinti della necessità di interventi che da un lato tutelino l’ambiente e la fauna, ma dall’altro garantiscano le attività agricole e non solo e la sicurezza e l’incolumità dell’uomo durante gli spostamenti sul territorio”.

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