Verbania dice addio a Emma Morano [FOTOGALLERY]

La decana dell'umanità ha chiesto d'essere sepolta con la foto del figlioletto

Verbania -

VERBANIA - Emma Morano ha chiesto di essere seppellita con la fotografia del figlio morto a pochi anni. Nella sua lunghissima esistenza è stato questo il dolore più grande e costante “una morte che aveva messo le radici nel suo cuore”, ha ricordato don Giuseppe Masserano, il sacerdote che da anni accudiva la fede della decana dell’umanità. Una fede “senza ostentazione, nè bigottismo”, espressioni dell’apparenza che erano inconcepibili per Emma, donna capace di guardare all’essenzialità delle cose. E così nel pomeriggio di Pasquetta, in una Pallanza assediata dai turisti, i familiari e la città hanno dato l’addio alla “nonna di tutti”, la donna la cui longevità ha richiamato su Verbania le attenzioni del mondo, lasciando agli altri, come ha rimarcato il sacerdote il dono “della sua semplicità, del suo essere accogliente e amica”. “Per conoscere la persona Emma - ha sottolineato don Giuseppe - dobbiamo sottrarci alla complessità di oggi. Noi viviamo tra mille complicazioni e troppi impegni. Emma era una donna vera, la sua semplicità era scultorea, fuori da questa modernità”. Il sacerdote ne ha ripercorso la vita: la nascita a Civiasco, nel Vercellese, in una famiglia numerosa, il trasferimento prima a Villadossola e poi a Verbania, quindi il lavoro (ha lavorato sino a 75 anni, prima come operaia in filatura quindi come cuoca al collegio Santa Marta); e gli amori di una vita, prima per un soldato, poi per quel marito violento che lasciò e dal quale ebbe il suo bambino. E, con la vecchiaia, la fortuna d’avere vicinanza costante dei nipoti, in particolare delle nipoti Rosa e Antonietta. Se nella sua biografia non v’è nulla di eccezionale, se non il fatto d’aver vissuto 117 anni e 137 giorni, quel che rimane straordinario in Emma, è l’esempio della sua forza di carattere. Come ha detto don Giuseppe “non ha mai avuto alcuna paura delle difficoltà, del sacrifico, nessuna forma di sudditanza ed è stata sempre capace di scegliere di persona come passare attraverso le situazioni più difficili. Emma e le sue sorelle si facevano rispettare, erano capaci di dire la loro opinione (in un momento storico in cui per le donne non funzionava proprio così ndr) e la loro opinione valeva più d’ogni altra cosa”. Anche il parroco, don Roberto Salsa, che ha concelebrato la messa, ha voluto ricordare Emma, in particolare ha evidenziato la sua serenità, il suo essere “partecipe alla vita di tutti in modo umano e semplice”. Ha sottolineato anche la pazienza dimostrata negli ultimi anni, quando l’età l’ha portata agli onori delle cronache del mondo, e lei ha sempre tenuto aperta la porta di casa a innumerevoli persone. “Ora però Emma non conta più gli anni o i giorni - ha detto don Roberto - ma la bellezza di stare col Signore”.
Sulla forza esemplare di Emma, sull’eredità di valori femminili che ha tramandato, s’è accentrato il breve saluto del sindaco, Silvia Marchionini: “Non sappiamo se vivere sul lago faccia vivere più a lungo - ha detto - ma ci piace pensarlo. Verbania ti ringrazia”. In rappresentanza del prefetto, anche il vice prefetto vicario Roberta Carpanese, ha partecipato alle esequie.

I ringraziamenti della nipote Antonietta a tutte le persone che in questi anni sono state vicine ad Emma e alla sua famiglia e, la lettura della  poesia che il Circolo del Pallanzotto, in occasione del 115mo compleanno dedicò alla “nonna” di Pallanza, hanno concluso la partecipata cerimonia funebre.    
Emma Morano riposerà nella tomba di famiglia al cimitero di Pallanza.

 

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