Una nuova legge per le famiglie piemontesi

Torino -

Nuove azioni per promuovere e valorizzare la famiglia e la genitorialità: è quanto prevede la legge approvata dal Consiglio regionale all’unanimità dei 23 votanti (12 i non votanti),che va a modificare due leggi preesistenti, la 1/2004 per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e la 3/1973, sui criteri generali in tema di asili nido comunali.

Il provvedimento amplia le competenze dei Centri per le famiglie e prevede l’istituzione di “Distretti per la famiglia”, ossia dei circuiti all’interno dei quali enti locali e associazioni promuovono la famiglia, in particolare quella con figli.

Istituisce inoltre un coordinamento regionale dei Centri, una Consulta regionale ad hoc e l’Albo delle associazioni che operano sul territorio, promuove iniziative per conciliare i tempi della famiglia con i tempi di lavoro e i quelli dei servizi; si introduce l’utilizzo di procedure telematiche per una miglior fruizione dei servizi on line rivolti alle famiglie.

Sono previsti anche diversi interventi rispetto agli asili nido comunali, che modificano alcune disposizioni della 3/1973.

Per Daniele Valle (Pd),primo firmatario della proposta di legge, il provvedimento è importante anche perché amplia quanto previsto dalla normativa preesistente e riporta all’attenzione il tema della scarsità di risorse che nell’ambito delle politiche sociali sono da sempre riservate alle politiche per le famiglie.

Per l’opposizione sono intervenuti Francesca Frediani (M5s),che ha sottolineato come la legge presenti aspetti condivisibili, e cambi il concetto di famiglia in “famiglie” su proposta del gruppo Cinque Stelle, e Gian Luca Vignale (Mns),che ha parlato di un provvedimento che arriva soltanto a fine legislatura dopo anni di immobilismo sul tema. 

C.S.
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