Strategia nazionale aree interne, Uncem: potenziare l'azione dei territori limitando le corrosioni della burocrazia

Il presidente Bussone: non solo lentezze, dai progetti molti segnali di fiducia e coesione

Roma -

Le lentezze burocratiche in particolare dei Ministeri e anche di qualche Regione non possono e non devono bloccare l'attuazione della Strategia nazionale per le Aree interne, entrata nel piano della sua operatività. I Sindaci delle 72 aree pilota interessate dalla Snai stanno facendo di tutto per combattere contro incrostazioni di vecchie burocrazie e la resistenza alla pianificazione che riguarda molti territori. Anche se in quelli montani, grazie a Comunità montane e Unioni montane, i Sindaci hanno imparato da tempo a lavorare insieme per definire opportunità e percorsi. "Quelli coinvolti dalla Strategia - precisa Marco Bussone, Presidente Uncem - hanno capito che guardare al futuro vuol dire abbattere i campanilismi, uscire dalla logica del piccolo è bello, lavorare insieme per essere forti. E hanno compreso bene che la logica di qualche risorsa economica 'subito' e data un po' a tutti non genera crescita economica, posti di lavoro, benessere, contrasto allo spopolamento. Servono progettualità immediate e percorsi più a lungo termine da impostare oggi. La Strategia nazionale aree interne deve contagiare e trasformarsi in un Programma operativo nazionale sulla nuova programmazione 2021-2027. Deve essere strumento di crescita per Comunità montane e Unioni montane di Comuni. Sfidano ogni giorno, le Amministrazioni, le lentezze burocratiche di tanti Enti e anche di Ministeri, purtroppo. Riorganizzano da soli il proprio territorio per essere migliori. La coesione e l'integrità del Paese passa da loro".

Uncem lo ha ribadito stamani alla riunione, presso la Presidenza del Consiglio a Roma, con moltissimi Sindaci delle Aree interne. Le sfide delle Aree interne - che Uncem supporta sin dal 2012 - sono quelle di  72 aree in sperimentazione, 1.077 Comuni (il 57,7% dei quali è classificato come periferico e ultraperiferico) per 2.072.718 abitanti distribuiti su 51.366 chilometri quadrati. La Relazione del ministro per il Sud al Cipe ha contato circa 566 milioni di euro investiti, dei quali 126 statali e quasi 440 provenienti per la maggior parte dai programmi operativi dei fondi strutturali regionali e di investimento europei. Tutte le opportunità e lo stato della Strategia, per ciascun territorio, è contenuto nel dossier sulla Snai.

"Sono molto importanti le attenzione che la Relazione mette sul futuro della Strategia Aree interne, a partire da oggi - prosegue Bussone - Uncem le condivide. Mi riferisco in particolare alle necessità di  spronare le amministrazioni centrali perché favoriscano scelte coraggiose, di  semplificare le procedure amministrative per consentire ai bandi di rispondere alle esigenze del territorio, di  rafforzare i processi di associazionismo dei Comuni nelle aree interne, mettendo a disposizione loro strutture tecniche e personale giovane e di qualità, di  potenziare le capacità di progettazione e di quelle amministrative a livello locale, di  accrescere la partecipazione dei cittadini, coinvolgendo maggiormente i capitali privati e di  velocizzare la tempistica di attuazione delle strategie, coinvolgendo e motivando di più i Sindaci a scambiarsi esperienze e buone pratiche. Uncem farà la sua parte, sostenendo l'estensione della Strategia. I Sindaci sono fiduciosi. Il 2019 è stato però il primo anno che ha visto assenti nuove risorse dedicate sul Bilancio dello Stato. Così non dovrà essere a fine anno, nel Bilancio dello Stato 2020 e verso la nuova programmazione europea. Di coesione e di accorciare i gap di sviluppo, il Paese ha fermamente bisogno".

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