Sabato a Stresa il concerto gratuito di Pino Forastiere

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Quindici anni di carriera, nove dischi all’attivo come leader (dei quali cinque da solista) e svariate compilation, centinaia di concerti in Stati Uniti, Europa e Canada, decine di interviste e altrettanti speciali radio e tv: Pino Forastiere, compositore chitarrista lucano (ma romano di adozione) continua il suo percorso musicale sulla strada dell’innovazione tecnica e compositiva con lo strumento più popolare del mondo, che nelle sue mani diventa una piccola orchestra. Curioso, inquieto, sperimentatore, amante di tutta la grande musica (dalla barocca al rock),generoso sul palco e introverso in salotto, avido consumatore di arte, primo chitarrista italiano ad essere prodotto dall’etichetta statunitense Candyrat Records (e primo ad uscirne),oggi Pino Forastiere si autoproduce, e accanto all’inseparabile Martin D28 del 1957 pone una “LAB guitar” a 16 corde, prototipo costruito sulla sua prima chitarra acustica dal paziente liutaio Davide Serracini. Dopo essersi diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia con una chitarra a dieci corde, quando era ancora un giovane concertista classico Pino comperò per pochissimi soldi una vecchia chitarra acustica Eko Chetro con il manico spezzato. La chitarra classica non c’è più da moltissimi anni, ma la Eko è ancora lì, reinventata e piena di corde.

Pino Forastiere, insieme a Sergio Altamura e Stefano Barone (già ospiti del Paese a Sei Corde),ha realizzato le musiche di un documentario che fa parte di un progetto di USA Today vincitore, lo scorso aprile, del PREMIO PULITZER.

Il progetto globale si intitola "The Wall" e racconta le storie e la complessa situazione delle persone che abitano sulla frontiera tra Messico e USA, e le politiche di Trump per la costruzione del famoso muro tra questi due stati.

Redazione On Line
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