Reschigna: entro il mese l’offerta pubblica per il nuovo ospedale

Verbania -

VERBANIA – Offerta pubblica per il nuovo ospedale di Ornavasso entro ottobre. A dare l’annuncio è stato il vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna, in chiusura del convegno su “Prevenzione, Territorio e ospedale a garanzia per i cittadini” organizzato dall’Asl. “L’offerta pubblica consentirà ai privati interessati a realizzare l’opera di farsi avanti e formulare la loro offerta. Ci sono già 2-3 soggetti potenzialmente interessati”. Sempre entro ottobre, ha anticipato il vicepresidente, “il comune di Ornavasso varerà la variante al piano regolatore relativa alle due vie d’accesso all’area del futuro ospedale. Quella dallo svincolo della superstrada e quella d’accesso vero e proprio in zona Madonna del Boden”. “Entro la fine del mandato amministrativo (2019, ndr) – ha concluso Reschigna – saremo in grado di far partire i cantieri dell’Ospedale di Ornavasso e delle città della Salute di Novara e Torino”.  “Prima di poter partire – aveva detto in apertura del suo intervento il vicepresidente – abbiamo dovuto sistemare la situazione debitoria dell’ente che non è responsabilità solo dell’amministrazione regionale precedente ma di quelle che si sono susseguite nei 15 anni prima del nostro insediamento che hanno speso più del consentito”.
L’alleggerimento della situazione debitoria, così nell’intervento conclusivo l’assessore alla Sanità Antonio Saitta, “ci consentirà di fare nuove assunzioni di personale medico e infermieristico e nei servizi socio assistenziali che oggi sono i più bisognosi di energie fresche”.
Il direttore generale, Giovanni Caruso, ha sottolineato l’urgenza di recuperare il tempo perduto nell’allestimento di una rete territoriale di servizi: “I territori, non solo il nostro, ad un centro punto si sono fermati. Dobbiamo recuperare un ritardo di 20-30 anni. E fare in fretta per preparare il terreno al nuovo ospedale che non dovrà essere un centro a sé stante ma il punto di raccordo di una efficiente rete di servizi”. Un intervento, quello di Caruso, che ha concesso indirettamente qualche ragione alle obiezioni dei lavoratori iscritti a Uil, Fials (autonomie locali e sanitò),Fsi (Federazione sindacati indipendenti),Nursind (infermieri) che imputavano all’Asl di aver fatto prevenzione, politica del territorio e di aver garantito solo a parole i diritti dei cittadini (Il tema del convegno),Le liste d’attesa, si leggeva nel volantino distribuito all’esterno del teatro variano dai 5 ai 6 mesi a seconda delle patologie, ,  per i trattamenti fisioterapici le attese sono in media di 420 giorni, di Case della salute s’è soltanto parlato senza concludere nulla, il punto di primo soccorso di Omegna è stato chiuso di notte e in pratica privatizzato (in gestione al Coq),la riorganizzazione del Dipartimento di salute mentale s’è fermata ai dirigenti.

Redazione On Line
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