Nuova Faro, il "gioco" finisce: licenziati gli 11 dipendenti

I sindacati chiedono l'aertura di un tavolo di crisi per salvare la fabbrica cusiana

omegna, -

OMEGNA - La notizia era nell’aria, ora è diventata di dominio pubblico, dopo la conferenza stampa della Cgil di Novara Vco: gli undici dipendenti della Nuova Faro, lo storico marchio dei giocattoli cusiani acquistato dalla I-Trade,società con fabbriche in Lazio e Campania,  sono stati tutti licenziati.  Una situazione grave, anche perché un anno fa il clima era diverso, quando si pensava che fosse stato salvato uno dei simboli dell’Omegna industriale. “ Quando la produzione era stata riavviata dopo la crisi attraversata dall’azienda in tanti cantavano vittoria: ora crediamo che sia giusto che quelle stesse persone oggi facciano un passo avanti, perché i lavoratori non possono essere lasciati soli. Facciamo appello alle istituzioni- le parole dei sindacalisti Alessandro Agnesa e Marco Cristina- affinchè venga aperto un tavolo di crisi. La nuova proprietà deve assumersi le sue responsabilità”. Intanto qualche voce fuori dal coro inizia ad alzarsi. “Era evidente anche ai meno intelligenti che una società che rileva l’attività ed il marchio Nuova Faro e poi intesta l’intero capitale sociale ad un unico socio presumibilmente nullatenente che pone in scioglimento anticipato la società e trasferisce la sede legale in provincia di Napoli aveva una sola intenzione, farla sporca nei confronti delle maestranze tra il silenzio e l’incapacità generale di chi avrebbe dovuto fungere da controllore" la lamentela di un anonimo

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