Le perplessità e le preoccupazioni di una lettrice sul nuovo Piano Regolatore Generale di Mergozzo

“Voglio esprimere una questione che mi riguarda personalmente ma che interessa altre 300 famiglie mergozzesi che con il nuovo PRG potrebbero subire forti limitazioni per il loro futuro”

Mergozzo -

Riceviamo e pubblichiamo la mail di una lettrice in relazione al nuovo PRG di Mergozzo.

Una lettera aperta -scrive la signora- che vorrei indirizzare, attraverso le pagine del vostro quotidiano, al Sindaco di Mergozzo. Voglio esprimere una questione -spiega- che mi riguarda personalmente ma che interessa circa altre 300 famiglie mergozzesi che, attraverso l'approvazione del nuovo PRG, potrebbero subire forti limitazioni per il loro futuro.

Stimato signor Sindaco,

mi rivolgo pubblicamente a Lei per porre una questione che mi riguarda personalmente e che può cogliere sicuramente l’interesse della popolazione mergozzese.

Ho avuto modo di visionare la proposta per il nuovo PRG del Comune e ne sono rimasta negativamente stupita. Dopo anni di attese e promesse, una questione così importante per Mergozzo viene fatta passare senza che gli amministratori vogliano darne una spiegazione pubblica ed esplicita. Solo recentemente dal sito Istituzionale del Comune è stata resa possibile la consultazione di detta proposta tecnica la cui corretta lettura e comprensione è possibile solamente attraverso la mediazione di professionisti.

Il PRG determina l’impronta che gli amministratori vogliono dare al proprio territorio e dunque, al di là degli aspetti tecnici, rappresenta una chiara politica per il futuro.

Più volte mi sono rivolta a Lei ponendo la questione che mi riguarda da vicino: il cambio di destinazione d’uso da agricolo a edificabile di un terreno di completamento di proprietà di mio padre. Come ben sa, questo appezzamento di terra che si trova a ridosso di una strada e compreso fra altre abitazioni, rappresenta l’unica opportunità concreta per poter tornare ad abitare nel paese in cui sono cresciuta.

Non mi occupo di edilizia, non è mia intenzione porre in essere speculazioni immobiliari: mio unico intendimento è poter edificare una casa che ospiti me e la mia famiglia e mi possa permettere di essere più vicina ai miei genitori ormai anziani.

Nei colloqui intercorsi con Lei negli anni mi è stata esplicitata la politica di concedere, pur nelle grandi limitazioni poste dai regolamenti regionali, l’edificabilità proprio a quei terreni di completamento come il mio.

Apprendo invece dalla proposta tecnica pubblicata che non solo la mia richiesta non è stata accolta ma che viene prevista la costruzione di circa 50 nuovi alloggi residenziali e 50 di “residenza sociale” distribuiti su una manciata di terreni.

Se queste costruzioni dovessero venire alla luce e le abitazioni del “Villaggio Montalbano” terminate il paese dovrebbe accogliere circa 600 nuovi residenti.

Sorge dunque spontanea la domanda: ed io?

Sono mergozzese: i documenti attestano la presenza della mia famiglia antica di oltre seicento anni. Ho dovuto lasciare la storica dimora sita nel centro del borgo con l’ingrandirsi del nucleo famigliare che ho creato insieme a mio marito e con l’intendimento di tornare nel mio borgo il prima possibile. Ora, superati i cinquant’anni d’età e dovendo badare a genitori ormai anziani, ho la necessità di tornare a vivere nel mio paese.

Cosa dovrei fare dunque? Acquistare una di queste nuove case che si prospettano con il nuovo PRG? Dovrei così favorire immobiliaristi e speculatori accontentandomi di un prodotto preconfezionato e rinunciando a sfruttare, in maniera virtuosa e nel pieno rispetto ambientale, un terreno di proprietà?

Pur mantenendo il mio terreno a destinazione “agricola”, se anche volessi impiantarvi una piccola azienda non avrei nemmeno modo di costruire un ricovero attrezzi o un piccolo magazzino perché la proposta tecnica per il nuovo PRG, tra l’altro, non lo prevede!

Esulando per un attimo dalla mia questione, che può rappresentare l’angoscia di molti mergozzesi, intendo porle altri quesiti.

Nel PRG il recupero dei rustici e l’ampliamento di abitazioni già esistenti è contemplato con percentuali ridicole. Mi chiedo dunque come si possa pensare di favore la costruzione di così importanti entità abitative “ex novo” senza contemplare un’efficace politica di ristrutturazione degli antichi fabbricati già esistenti.

Altresì, con la previsione di un così importante aumento della popolazione mergozzese (220 alloggi nuovi circa!) come pensa di adeguare le già limitate infrastrutture del paese? (Ricordo a quanti leggano senza conoscere la realtà mergozzese che le scuole elementari di recente costruzione non hanno aule sufficienti ad ospitare eventuali doppie sezioni, giornalmente è una lotta per trovare parcheggio e, specialmente nei mesi estivi, basta un pullman per paralizzare il traffico sulla piazza.)

Insomma, signor Sindaco, quale futuro vogliamo dare a questo paesino splendido? Vogliamo correre il rischio di renderlo un’affollata colonia di villeggianti oppure, ipotesi ancor più nefasta, avviare la costruzione di nuovi villaggi che non troveranno mai la fine (vedasi il caso Montalbano con un cimitero di cemento a sfregiare la montagna)?

La bellezza del territorio è un bene stabile solo se amministrata con parsimonia e virtù da chi è stato investito per questo compito.

Personalmente, da purtroppo ex cittadina mergozzese, vedo la convenienza nell’investire sulla qualità di un turismo che voglia godere del nostro lago, delle splendide montagne che lo racchiudono e di un borgo antico curato e trasudante di storia. Grappoli di cemento portano solamente chiasso e non conducono ad alcuna crescita.

Nella speranza che i miei dubbi possano trovare una risposta concreta, saluto cordialmente

Elisabetta Armanini

 

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