L'arco di Plamira svetterà ad Arona

L'esposizione si completa con una mostra al museo recentamente ititolato a Khaled al- Asaad, il direttore del sito archologico ucciso dal "califfato"

Arona -

ARONA - L’annuncio arriva direttamente dal sindaco, Alberto Gusmeroli: “L’IDA – Institute for Digital Archeology – di Oxford ha acconsentito di concedere alla nostra città la riproduzione dell’Arco di Palmira.
L’arco, alto oltre 5 metri, è stato esposto solo due volte: la prima a Londra a Trafalgar Square e poi, da settembre 2016, a New York nel Manhattan’s City Hall Park.
E proprio da Oxford e New York, il comunicato stampa in cui si annuncia la grande notizia che Arona è stata scelta per ospitare per alcuni mesi l’arco in piazza San Graziano, con inaugurazione il 25 marzo 2017.
L’arco, dall’alto valore simbolico, potrà essere attraversato e sarà accompagnato da una mostra di approfondimento allestita presso il Civico Museo Archeologico “Khaled al- Asaad” di Arona
Oltre all’importante significato storico ed archeologico, l’arco è un esempio di come la tecnologia utilizzata per la sua realizzazione, possa essere applicata anche a seguito di eventi calamitosi come quelli recentemente avvenuti nel nostro Paese. Un ulteriore grande evento di fortissimo richiamo simbolico e turistico per la nostra citt
à», conclude il sindaco.
Dopo l’intitolazione del locale museo archelogico all’uomo che più d’ogni altro ha studiato, amato e approfondito le magie dell’antico sito di Palmira, l’archeologo Khaled al- Asaad, barbaramente ucciso dallo stato islamico nel 2015, Arona rafforza il legame culturale con l’importante sito archeologico del quale dopo mesi e mesi di occupazione da parte dei barbari dell’Is resta poco, anche se non tutto può dirsi perduto. Lo avevano confermato i militari siriani che a novembre avevano riconquistato il sito, per poi riconsegnarlo al “califfato” in seguito a una nuova controffensiva. In un’ottica tesa al futuro (e alle future generazioni) il clone dell’arco ci dice che Palmira, costruita con pietra e malta 2mila anni fa, sarà ricostruito con computer e droni. Non sarà la stessa cosa, ma almeno la memoria non andrà perduta. Gli esperti di Oxford e le università di Harvard e l'Istituto per l’Archeologia Digitale (IDA),hanno infatti costruito la copia dell'arco utilizzando immagini 3D prodotte da migliaia di fotografie del monumento che lo Stato islamico aveva fatto esplodere nel mese di ottobre del 2015. La sapienza artigiana, però, è tutta italiana. Il clone è stato infatti ricavato da blocchi di marmo egiziano dai macchinari controllati dal computer in un’azienda di Carrara. E’ identico, con precisone millimetrica, all’originale; solo la sua storia è diversa.  

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