Il punto sulla frana: partiti regolarmente i lavori, si teme l'arrivo della pioggia. Nuovi rilievi dei CC

Qualche disagio ma nessuna criticità di rilievo segnalata sul fronte dei trasporti via lago

Cannobio -

CANNOBIO - Sono partiti regolarmente, così come annunciato ieri dopo il vertice in Prefettura, i lavori sulla frana caduta sabato al km 30 della statale 34 del lago Maggiore. Di buonora si è partiti con un briefing al Comune di Cannobio, dov’è collocata la cabina di regia guidata dal sindaco, Giandomenico Albertella. Vi hanno preso parte Anas, i responsabili della ditta incaricata dei lavori, i geologi Italo Isoli e Maurilio Coluccino, la Croce Rossa e il comandante della caserma dei CC di Cannobio, questo per considerare tutti gli aspetti correlati all’interruzione, sicurezza su tutto. Sul fronte franato, intanto s’è cominciato con la pulizia del verde e il taglio delle piante per mettere a nudo la roccia. Solo così i geologi potranno effettuare le loro valutazioni indicando il sistema più efficace per disaggio del materiale in bilico e l’eliminazione di quello che in termini tecnici si chiama “rischio residuo”. Si conta di poter riaprire la statale a senso unico alternato tra 5-6 giorni, salvo imprevisti, che in questi casi sono tutt’altro che infrequenti. Un imprevisto, ad esempio, potrebbe essere rappresentato dalla pioggia attesa per mercoledì e giovedì. Si incrociano le dita, si spera che i servizi meteo si siano sbagliati, ma è evidente che per la sicurezza degli operai chiamati a lavorare sul costone, con la pioggia si interromperebbero le operazioni. “La ditta è disposta, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, a lavorare anche sabato e domenica” assicura Albertella.

I MASSI SEQUESTRATI

Sempre questa mattina, inoltre, i Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile guidati dal tenente Christian Tapparo, che indagano col coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica al Tribunale di Verbania, Sveva De Liguoro, sono tornati sul fronte franato per effettuare nuovi rilievi.  Il nodo è cercare di capire se la rete di contenimento collocata nel punto frana, fosse posata nella maniera giusta. Per questo tipo di rilievi era appunto necessario che il verde che copriva l'area fosse rimosso. Il magistrato ha anche ordinato il sequestro dei massi caduti sulla stradale, che sono stati spostati su una piazzola non distante. Ad una primissima ipotesi, le loro dimensioni sono tali che la rete comunque non avrebbe potuto regggere.

VIABILITA'

Relativamente all’aspetto viabilità, Giandomenico Albertella non segnala particolari criticità sul funzionamento delle linee alternative - via lago - da Cannobio a Cannero e viceversa. “Ci sono state delle code questa mattina per l’imbarco degli studenti e sono arrivati un po’ in ritardo - precisa - . Questa sera terremo un’altra riunione per vagliare le criticità riscontrate e rimediare”. Intanto il servizio di aliscafi sembra incontrare un certo interesse tra i frontalieri, oltre cento i biglietti già venduti per domani, ne restano alcune decine. La corsa giornaliera a/r costa 22.50 euro, più conveniente la formula per l’intera settimana.
Tra disagi e rabbia, soprattutto per l’assurda morte del motociclista elvetico Roberto Rigamonti, la speranza è che l’emergenza davvero possa concludersi per la fine della settimana, pesa troppo il ricordo dei 50 giorni d’interruzione provocati dalla frana - ben più consistente - del 2014.
Quel che è certo è che il primo cittadino di Cannobio non “mollerà” la presa sul piano di messa in sicurezza totale dei versanti della 34 : “Noi sindaci chiediamo allo stato uno stanziamento per un intervento globale che includa tutti i versanti dal confine a Verbania - torna ad affermare - . Non ci accontenteremo di interventi spot, siamo stanchi di rincorrere le emergenze. Allo stato chiediamo certezze, alle nostre comunità di sostenerci”.

 

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