Edilizia, Ance contro nuovo decreto fiscale del governo: “Grave sottrazione di liquidità”

Il decreto fiscale del 26 ottobre affida al committente il versamento delle ritenute sul reddito dei dipendenti dell’appaltatore e del subappaltatore

Roma -

Il decreto fiscale numero 124 del 26 ottobre è il primo provvedimento emanato dal Governo nell’ambito della Manovra economico finanziaria per il 2020 ed affida al committente il versamento delle ritenute sul reddito dei dipendenti dell’appaltatore e del subappaltatore, introducendo un contrasto alle indebite compensazioni dei crediti Irpef/Ires. L’art. 4 del Decreto introduce, a decorrere dal 1gennaio 2020, un meccanismo di sostituzione nel versamento delle ritenute fiscali per il lavoro dipendente nell’ambito degli appalti e subappalti, sia pubblici che privati. In deroga al sistema della compensazione, si prevede che in tutti i casi in cui un committente affidi ad un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori dipendenti impiegati nei lavori venga effettuato dal committente, laddove questo sia un sostituto d’imposta residente nel territorio dello Stato ai fini delle imposte sui redditi.

Secondo ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) la disposizione è fortemente negativa perché aggrava pesantemente la gestione amministrativa delle commesselungo tutta la filiera dei soggetti coinvolti nell’attività edile e sottrae liquidità alle Imprese per il pagamento “cash“ delle ritenute, adempimento sinora espletato attraverso la compensazione con i crediti fiscali. Per questo motivo l’ANCE, sia a livello nazionale sia a livello regionale, sta intraprendendo strumenti di pressione al fine che venga modificato l’art. 4 del D.L. n° 124 del 26 ottobre 2019 che ha istituito tale procedura, avente evidente effetti negativi.

 

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