.....e i partiti girano le spalle al VCO lombardo

DOMODOSSOLA -

Il Comitato per il passaggio del VCO alla Lombardia è sempre più solo. La politica militante si è smarcata. Chi in seno al Comitato si attendeva un segnale dalla festa della Lega (nata in quel nord di cui il VCO fa parte) è rimasto deluso. Ma anche gli altri partiti si sono ufficialmente defilati.  I cosiddetti grandi partiti stanno tutti alla finestra o dalla parte opposta: nessuno ha appoggiato con forza l’azione di Valter Zanetta e soci. Dalle tre serate di dibattito alla Lega Fest non è giunto nessun segnale. Si è parlato di autonomia, si son fatte molte promesse, ma non un accenno concreto che dicesse che la Lega appoggia il comitato pro Lombardia. Annunci, promesse, mani in avanti, ma nessuna dichiarazione ufficiale concreta. Se il Comitato ci sperava, è rimasto col cerino in mano. E con esso quegli ossolani che credono sia positivo lasciare il Piemonte per la Lombardia. Già gli altri partiti si erano defilati. Il Pd, ovviamente contrario, non ha mai diramato un comunicato ufficiale contro, ma l’atteggiamento della Regione a marca Pd è negativa. I più quotati nell’era renziana  (Borghi e Reschigna) si son già detti contrari. E il vicepresidente della Regione Piemonte non ha neppure allungato la mano, magari offrendo quei 18 milioni di canoni, una ‘’giocata’’ che avrebbero chiuso la partita subito. Forza Italia ha già detto che è meglio un Piemonte più autonomo e un VCO  zona speciale.  Fratelli d’Italia? Ha parlato a livello personale il cusiano Luigi Songa (dipendente in Regione Piemonte, quindi di parte) che ha detto chiaramente ‘’no’’ alla Lombardia. Mentre in Ossola Fabio Basta e il sindaco Ermanno Savoia hanno aiutato il Comitato. Una bella spaccatura tra i Meloni boys. I 5Stelle non si sono pronunciati né pro, né contro, se non con un asettico ‘’Decidano i cittadini''; aggiungendo che se il problema sono i canoni idrici ''basterebbe recuperarli''.  Come non si sa visto che  prima la regione targata Cota (centrodestra) e poi  Chiamparino (centrosinistra) si è ben guadata dal girarli  tutti alla provincia. Se il vantaggio del Comitato Pro Lombardia è non avere padrini politici, il rovescio della medaglia è che la politica ha girato le spalle al referendum. La consultazione è politicamente già morta prima di iniziare. Anche se la speranza del Comitato non è svanita, sperando nella gente.  Tradotto in politichese?  Il VCO si arrangi, diviso com’è: tra chi ritiene sia ignorato da Torino, tra chi dice sarebbe periferico anche in Lombardia. La verità è che pare ignorato da tutti quelli che, invece, si ricorderanno dei voti dei suoi abitanti l'anno prossimo,  viste le elezioni in arrivo.

Renato Balducci
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