Diventa un caso nazionale l'elogio di Mussolini del consigliere Immovilli

Verbania -

E’ un caso politico, ripreso anche da siti ed emittenti nazionali, quello scatenato dalle parole del consigliere di Forza Silvio Michael Immovilli nel consiglio comunale di ieri sera. Era da poco passata l’una di notte ed era in discussione un ordine del giorno sullo spostamento dell’ufficio del catasto a Fondotoce. Un tema distante anni luce da quello del fascismo e del revisionismo. Ma Immovilli, rivendicando l’idea dello spostamento dell’agenzia delle Entrate nel medesimo luogo da parte dell’amministrazione Zacchera, ha affermato: “Le migliori idee arrivano dal centro destra. E’ sempre stato così per storia. Abbiamo rinnegato il fascismo, abbiamo dimenticato i vent’anni precedenti al conflitto mondiale, ci ricordiamo soltanto delle ombre ma non delle luci. E questa è storia. Basta girare l’Italia e ci rendiamo conto cosa fece Benito Mussolini quando era governatore tra strade, scuole, porti lungolaghi, basta girare Verbania”. Pur non avendo la parola, Riccardo Brezza, consigliere del Pd, è insorto, chiedendo la censura di Immovilli al presidente Varini. Ciò non è accaduto e Immovilli ha continuato il suo intervento. Brezza commenta quindi sul suo blog e sul proprio profilo Facebook: “Il punto è che un consigliere di una Città medaglia d’oro al valore civile per la Resistenza non dovrebbe nemmeno pensare di pronunciare parole del genere nel consesso più alto della Città. Perché significa non avere il senso della storia, oltre che della decenza politica. A mio modo di vedere tutto questo è di una gravità inaudita, e penso dovrebbe levarsi un coro unanime di sdegno, non contro la persona, ma contro l’idea che tutto questo sia in fondo normale. E invece non lo è affatto, ma purtroppo sta tornando, nella pancia del paese e della destra di questo paese, come un fatto di normalità”. 

Immovilli oggi rivendica le proprie dichiarazioni: “E’ forse il momento di riscrivere la storia che i nostri benpensanti nel dopoguerra hanno risolto di cancellare ai posteri le vicende vissute dalla prima guerra mondiale all’inizio della seconda. Ci hanno propinato nei testi scolastici, quattro pagine, dico quattro di numero  sul periodo del ventennio. Chissà perché la storia delle Foibe ci è stata portata a conoscenza dopo gli anni 80?”.

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