Danilo Minocci è il nuovo assessore della Giunta verbanese, per lui anche la delega al nuovo ospedale

Verbania -

VERBANIA - Danilo Minocci, 67 anni, una prestigiosa carriera nella sanità. Urologo, in pensione dal 2014, è specializzato in trapianti e tra le altre cose è stato primario all’ASL di Biella e alla ASL VCO. Da oggi è il nuovo assessore dell’amministrazione Marchionini, con deleghe a Cultura, Istruzione, Formazione e Università e soprattutto, in virtù delle sue competenze professionali, con tre deleghe nuovissime e “cucitegli addosso”: nuovo ospedale, la Farmacia e la Casa della Salute.
Si dice che in una giunta un dottore ci vuole perché porta bene, non averlo fatto prima qualche problema deve avercelo portato”, ha esordito con ironia, Silvia Marchionini alla conferenza stampa di presentazione. Evidente richiamo alle “defezioni” che in questi anni hanno accompagnato il mandato, ultima delle quali, 8 settimane fa, quella dell’assessore Monica Abbiati, le cui deleghe sono in parte rilevate da Minocci. Manca quella al Turismo, che il sindaco tiene per sè.
Mancano 600 giorni alla fine del mandato, siamo all’ultimo quarto di un lungo percorso non privo di difficoltà - ha proseguito Marchionini -. Chi si mette a disposizione della città diventa sempre oggetto di critiche. Il clima generale non determina un sereno confronto. Le problematiche e la richiesta di cambiamento, creano molta ansia in chi amministra, per cui un sentimento di grande attivismo deve caratterizzare chi ha un ruolo esecutivo. Con entusiasmo giovanile e freschezza d'animo, Minocci si è messo a disposizione, per lui era più semplice non accettare, ma è stato avvisato. Sarà al centro di dibattiti e di polemiche”. Non a caso, il sindaco ha aggiunto che Minocci, può sentirsi "esonerato" dai Consigli Comunali. 

In senso politico le valutazioni fatte, ha spiegato Marchionini puntano sui temi centrali della Sanità che nei prossimi mesi passeranno ancor di più in primo piano; con la pubblicazione da parte della Regione a fine mese, del bando per il nuovo ospedale; con l’apertura della nuova farmacia e la costituzione della Casa della Salute: “Situazioni complesse che vanno governate, per poter rafforzare gli obiettivi del territorio con una professionalità specifica”, ha chiosato il sindaco, aggiungendo che, ovviamente, Minocci si riconosce nell’are di centro-sinistra che governa la città.  
Ammettendo d’aver tutto da imparare dal punto di vista amministrativo, il nuovo assessore dice d’aver accettato anche per curiosità, per “entrare a conoscere tutti i problemi dell’amministrazione che visti da fuori si fa fatica a decifrare. Da semplice cittadino avevo la voglia di sapere come funziona la macchina”. E se gli è perfettamente chiaro che la promozione culturale vada favorita a 360 gradi “perché con la cultura si mangia, soprattutto in un territorio come questo”, Minacci in questi giorni si metterà al lavoro per familiarizzare con le problematiche del suo ruolo. In quanto al nuovo ospedale, non ha dubbi “Del nuovo ospedale ne parlavamo già i tempi del primo progetto, perchè già allora gli ospedalieri erano convinti della necessità di un nosocomio unico. Solo vivendo dall’interno le cose, è possibile rendersi conto di come due ospedali assieme non facciano un ospedale decente ma solo spese raddoppiate”. In quanto all’accettazione del nuovo ospedale, il giudizio di Minocci è secco: “Avendo conosciuto l'ambiente domese, mi ritengo superiore a stupidi problemi di campanilismo tra le due città...siamo in era globale. Ho visto una mobilità passiva, che solo in zone davvero disagiate si può tollerare, solo un ospedale forte che sappia attirare professionalità e giovani può rispondervi. Perché ricordiamoci, la sanità oggi in Italia è un problema di organizzazione non di testa. Parlo da urologo, l'apporto degli italiani a livello di comunità scientifica internazionale è rilevante”.

 

Antonella Durazzo
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