Cordoglio ad Ornavasso per la scomparsa in Africa della la missionaria Maria Teresa Saglio

ORNAVASSO -

Si è spenta martedì 6 marzo in Tanzania, sua terra d’adozione, Maria Teresa Saglio, la missionaria laica di Ornavasso, che ha speso cinquant’anni di vita in Africa al servizio dei malati e dei più bisognosi. Aveva 91 anni. I funerali si svolgeranno giovedì 8 marzo alle ore 10,00 a Tosamaganga, un villaggio a 1.500 m nella steppa degli altipiani dell’Africa centrale, e saranno officiati dal vescovo della diocesi rurale di Iringa. La salma sarà tumulata nel cimitero missionario del luogo. Un Rosario verrà recitato mercoledì 8 marzo alle ore 20,00 nella chiesa del Convento di Ornavasso, dove lascia sei nipoti, figli delle due sorelle Silvia e Antonietta, e quattro pronipoti.

Quando il 2 giugno 2004 le fu conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica all’ambasciata italiana di Dar Es Salaam, capitale della Tanzania, disse: “Per me è stato un privilegio poter vivere in Africa tutti questi anni e non capisco perché mi debbano dare una medaglia”. E’ questa semplicità e umiltà associata alla tenacia tipica della gente di montagna che fanno da denominatore a tutta la vita di “Teresa”, come era conosciuta a Ornavasso e sugli altopiani africani. Nata e cresciuta a Ornavasso, profondamente radicata nella propria famiglia e nella vita sociale e religiosa della comunità locale ossolana anche durante la guerra di liberazione, Teresa aveva iniziato a lavorare come operaia nell’immediato dopoguerra nelle fabbriche che in quegli anni hanno portato lo sviluppo economico nella zona del Cusio e della bassa Ossola. Licenziata per aver partecipato ad uno sciopero nel 1964, le si era presentata l’occasione di lavorare all’ospedale di Omega come infermiera generica.

Nel 1970, dopo un periodo passato in Inghilterra per imparare l’inglese, era partita per l’Uganda con il CUAMM (Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari) e, dopo un'altra esperienza in Kenya e un periodo in Italia per acquisire il diploma di infermiera professionale e di caposala, era arrivata in Tanzania nel 1978. Da allora è sempre rimasta in questo Paese vivendo tutti i vari momenti che ne hanno caratterizzato la storia in questi ultimi anni.

Teresa , dalla fine degli anni ‘70 ai primi anni ’90, aveva lavorato come infermiera occupandosi soprattutto dei bambini malnutriti dapprima a Masasi, nel sud della Tanzania, e poi a Tosamaganga dove era oramai di casa dal 1982.

Oltre a essere punto di riferimento per tutti i volontari che passavano nella zona a cui “spiegava” l’Africa, Teresa era anche punto di riferimento per la gente dei villaggi vicini, pronta a rispondere ad ogni difficoltà. La sua attenzione rimaneva però sempre rivolta maggiormente ai bambini e al loro futuro. Più di trecento erano i bambini delle scuole elementari che ricevevano prima dell’inizio dell’anno scolastico il necessario (cartella, quaderni, matite, sapone, camicetta e gonna o pantaloni) per la scuola.

Il coordinatore CUAMM di Tosamaganga ha comunicato che, al momento della diffusione della notizia sulla sua morte, da tutti i villaggi della regione la gente si è incamminata per un ultimo saluto a “mama” Teresa.

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