Addio a Carlo Suzzi, il "43", unico sopravvissuto all'eccidio di Fondotoce

Verbania -

E’ morto Carlo Suzzi, detto il "43" l’unico sopravvissuto dell’eccidio di Fondotoce del giugno del 1944.
Nato a Busto Arsizio (Varese) il 16 luglio 1926, il suo nome di battaglia era diventato “Quarantatre” dopo che diciottenne, sopravvissuto al massacro, una volta ristabilitosi, era tornato con i partigiani della Divisione “Valdossola”, battendosi con loro, sino alla Liberazione, nel ruolo di caposquadra. Da alcuni decenni si era trasferito in Thailandia, anche se era tornato diverse volte in Italia nella ricorrenza dell’eccidio, per ricordare i 42 martiri di Fondotoce. Così Suzzi ricordava il tragico episodio: «“In quei minuti mi pareva di sognare. Non credevo possibile che sarebbe toccato anche a me. Attendevo sempre un intervento esterno. Non sapevo quale. Mi vennero molti ricordi della mia vita, come in un film. Rapidamente ripensai a tutto. Pensai anche a quando ero bambino, poi a quando da ragazzino scappai da casa, fino a quando andai coi partigiani, ai grandi movimenti di entusiasmo dei primi risultati del nostro lavoro e alle vicende belle e brutte degli scontri. Pensai con rimpianto a mia madre, a mio padre in Germania e alla nonna che mi voleva tanto bene. Quei pensieri mi procurarono una grande sofferenza. Mi pareva di giudicare il mondo come dall’alto […].

Quelle riflessioni  furono interrotte dalla stretta di due tedeschi che mi afferrarono al collo; era il mio turno. Dovetti alzare i piedi per non pestare il sangue ed i corpi dei compagni uccisi».

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