Abbiati: mi sono dimessa per onestà

Verbania -

VERBANIA - Di motivi di dispiacere l’assessore ormai ex Monica Abbiati ne ha diversi. D’altronde, lascia capire, le sue dimissioni arrivano dal venir meno di un rapporto partito con molte aspettative e culminato, oggi, con un comunicato molto piccato del sindaco, che attribuisce le responsabilità della “rottura” essenzialmente all’assessore. “Mi spiace molto - dice Abbiati -, credo che il sindaco l’abbia presa male ed abbia risposto alle dimissioni di ‘pancia’. Di sicuro non mi sono dimessa perché avevo altre cose da fare, come lascia intendere, né che fossi troppo presa dal lavoro, perché da questo punto di vista non è cambiato nulla. La cosa più sincera che posso dire è che il rapporto con un assessore tecnico deve essere fiduciario, deve basarsi su una forte relazione operativa e d’intenti. Fino ad un certo punto è andato tutto bene, poi tutto questo è venuto meno ed il mio lavoro s’è svuotato di significato; con decisoni prese altrove, e né mi piace apprendere le cose dai giornali, quindi posso dire d'essermi dimessa per onestà”. Nella sua lettera ringrazia tutte le persone che in questi tre anni hanno collaborato con lei: «Sicuramente ringrazio tutti, e ringrazio anche il sindaco, perché lealmente non dimentico che mi ha dato un’opportunità, e continuo ad esserle grata per aver puntato su di me. Ma le cose cambiano, io non avevo più senso alle condizioni attuali, mi sarei dimessa anche prima se non avessi aspettato la chiusura delle scuole quindi la conclusione del Villaggio d’artista, che è un progetto che ho seguito sin dall’inizio. Era il momento, resta il dispiacere, non per il ruolo, ma per le cose fatte, alemno nella fase iniziale, e per quelle che si sarebbero potute fare». Come lo definisce questo particolare momento della vita amministrativa? «Sicuramente non è un periodo facile, ci sono molte pressioni e credo che il sindaco sia brava; ci sono cose che solo una persona con la sua determinazione e la sua dedizione, sarebbe riuscita a fare. Ma il suo procedere a testa bassa non porta solo vantaggi, soprattutto quando sono in gioco scelte campali per il futuro della città».

 

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