Sulla sanità l'Ossola, spesso divisa, torna a ricompattarsi

DOMODOSSOLA -

E’ passata troppo sotto silenzio la posizione del Comune di Mergozzo a favore dell’ospedale nuovo nella piana tra Domodossola e Villadossola. Non era una posizione scontata visto che, Mergozzo , che è in Ossola, gravita ovviamente su Verbania che è più vicina.

Ma Mergozzo ha detto sì all’ospedale a Domodossola, rompendo, nella bassa Ossola, il fronte di chi ha detto no (Ornavasso) o di chi si è dato assente: Vogogna, Premosello, Pieve Vergonte e Calasca.

Tra i sindaci favorevoli a Domodossola, nella bassa Ossola c’è anche Anzola, la cui posizione, secondo noi, non era scontata visto la posizione geografica del comune.

Dalla riunione di mercoledì sera è comunque emerso un fronte compatto di 32 sindaci, compresi quelli di centrosinistra, la cui scelta era apparsa in bilico sino a poco tempo fa. Certo una ulteriore spaccatura tra la posizione degli organi del Pd-partito e quella degli amministratori Pd o di centrosinistra. 

Chi pensava ad un’Ossola più divisa (c’eravamo anche noi tra questi, per essere sinceri) si è sbagliato. Se Verbania e il Verbano giustamente fanno la loro battaglia, a compattare l’Ossola è stata anche la posizione anomala di molte associazioni di categoria. Associazioni che pure hanno soci, aziende, società in Ossola ma si sono schierate contro. Soprattutto associazioni di categoria che hanno anche ossolani a ricoprire le cariche più prestigiose. Forse da parte loro maggior prudenza sarebbe stata apprezzata dagli amministratori dell’Ossola che, oggi, sono si accerchiati dal resto della provincia, ma che di questa battaglia sono convinti di avere dalla loro parte la Regione Piemonte. A meno di clamorosi dietro-front. 

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