Dieci giorni per evitare il dissesto della Provincia

Verbania -

Fra 10 giorni si decide se dichiarare, o meno, il disserto della provincia del Verbano Cusio Ossola. Sempre più probabile alla luce di quanto detto nella seduta odierna di consiglio dal sottosegretario agli Interni Stefano Candiani: “Il testo unico degli enti locali all’esame della commissione competente richiede tempo per essere modificato. Nel vostro caso specifico avete due strade da percorrere: presentare il piano di riassetto in Commissione enti locali e alla Corte dei conti. Se questa lo avvallerà potrete procedere, in caso contrario dovrete dichiarare il dissesto. Riceverete i 3 milioni necessari al pagamento degli stipendi e alla gestione dell’ente. Per la liquidazione dei debiti interverranno 3 commissari. Presidente e consiglio continueranno ad operare”. “Abbiamo 10 giorni di tempo – ha tirato le somme il presidente Arturo Lincio – per esperire gli ultimi tentativi sia a livello di governo che di Regione Piemonte. Formalizzeremo la richiesta allo Stato di sostituirsi alla Regione. E solleciteremo quest’ultima a rispondere sulla corresponsione almeno di due annualità di canoni idrici che consentirebbero di rientrare dal dissesto. Da Regione e sezione regionale della Corte dei conti attendiamo riscontri alle lettere già inviate”. L’ipotesi della sostituzione dello Stato al governo regionale, alla luce dell’intervento di Candiani, è da escludere: “Non è all’ordine del giorno alcun provvedimento salva Province”. Sul piano di riassetto è intervenuto, durante la sospensione della seduta concessa da Lincio, il predecessore Stefano Costa: “L’abbiamo presentato nel 2014 e continuamente aggiornato fino al 2018. Se non siamo ricorsi alla dichiarazione di dissesto è stato per tutelare i fornitori che avrebbero avuto diritto al massimo al 30-40 per cento del fatturato. Un colpo mortale per il sistema delle imprese del territorio”.

Parzialmente rientrata, con l’eccezione dell’atto d’accusa del deputato e sindaco di Arona Alberto Gusmeroli, la polemica verso la Regione. “Mi spiace – ha detto al riguardo Candiani – che la mia offerta di mediazione sia stata mal interpretata. Facciamo lo stesso con la Lombardia per Sondrio e il Veneto per Belluno, a tutela della loro specificità montana”. “Abbiamo fatto una rivendicazione di tipo istituzionale – queste le parole di Lincio – non legate al colore politico dell’attuale amministrazione. Nei confronti del Vco ci sono state mancanze anche da precedenti governi del Piemonte”.

Redazione On Line
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