A inizio 2018 il mattone piemontese continua a scricchiolare: cresce il pessimismo

torino -

Ancora profondo rosso, per le aziende dell'edilizia piemontese, secondo i dati di Ance, le previsioni per fatturato e occupazione non migliorano. Soltanto dagli investimenti arriva una scintilla di novità.

"Siamo in stallo. Chiediamo un governo stabile che risponda alle priorità del Paese"  Lo afferma Giuseppe Provvisiero, presidente di Ance Piemonte, che ha appena divulgato l'analisi del primo semestre 2018 del settore costruzioni. “Le previsioni delle imprese per i primi sei mesi dell’anno in corso non sono rassicuranti, i pochi segnali meno negativi emersi alla fine del 2017 non hanno trovato conferma -  afferma Provvisiero –. Peggiorano le attese sul fatturato, sul fronte occupazionale si registra una situazione di stallo sempre su livelli negativi e i ritardi nei pagamenti restano una gravissima problematica congenita italiana che blocca l’attività delle imprese”. 

In particolare, solo il 12,3% delle imprese prevede un aumento del fatturato nei prossimi sei mesi mentre l’87,7% ne prevede una riduzione o non segnala variazioni significative. Sul fronte occupazione, solo il 5,6% delle imprese intende aumentare il personale, contro il 21,7% che ne prevede la riduzione. E sui tempi di pagamento, le attese si attestano sui 90,2 giorni con committenti privati e 125,3 per quelli pubblici. Tutte cifre in linea con quanto registrato al giro di boa del 2017.
L'unico segnale che sembrerebbe aprire a un minimo squarcio di sereno è legato alle previsioni di investimento: le avevano in animo il 26,6% delle aziende edili a metà anno scorso, mentre ora sono salite al 28,1%.   
 
“Se per il settore privato, soprattutto quello della riqualificazione del patrimonio abitativo, ci sono primi segnali di risveglio grazie alla proroga degli incentivi fiscali, il settore delle opere pubbliche è completamente bloccato per diversi motivi: il Codice degli appalti che ha frenato i bandi e di conseguenza i cantieri, i Comuni che non sono riusciti a sfruttare il superamento del Patto di stabilità e hanno ridotto la spesa per lavori pubblici e infine l’eccessiva burocrazia. Chiediamo un atto di responsabilità da parte della nuova politica per arrivare al più presto ad un Governo stabile, che possa rispondere con rapidità ed efficacia alle priorità del Paese, perché né i cittadini né le imprese si possono permettere mesi di immobilismo – continua Provvisiero -. Alla Regione Piemonte, che rispetto ad altre Regioni è molto attenta ai programmi dei fondi europei e nazionali, chiediamo che vengano utilizzati i fondi FESR 2014-2020, importante strumento per il rilancio degli investimenti pubblici, dato che al momento il livello di spesa è pari solo al 6%”.

 

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