Rapinavano i punti vendita "Vero Caffè", arrestati due italiani

Un colpo anche a Casale Corte Cerro

Verbania -

Sono accusati di aver commesso 7 rapine, delle quali due a mano armata, nei negozi “Vero Caffè” tra Vco, Varese e Novara con un più che giustificato timore che si era diffuso per mesi tra i dipendenti della catena di negozi di cialde di caffè. In carcere B.W.D, classe 1975, e B.A., classe 1966, residenti nella zona di Arona, italiani, con precedenti. I due sono in cella dal 24 maggio scorso dopo l’arresto in flagranza mentre rapinavano un negozio di tatuaggi a Samarate (Va),ma i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania hanno chiuso nei giorni scorsi le indagini, coordinate dalla procuratrice Olimpia Bossi, e notificato loro ieri le ordinanze di custodia cautelare del Gip. Sono accusati delle rapine ai Vero Caffè di Castelletto Ticino, il 27 febbraio, con bottino di 6300 euro, di Tradate (Va) il 27 aprile, bottino da 1350 euro, di Castellanza (Va),il 28 aprile, bottino da 791 euro, Casale Corte Cerro, il 30 aprile, con bottino da 150 euro, a Somma Lombardo, il 9 maggio, con bottino da 500 euro, e il 18 maggio a Parabiago (Va),per 200 euro. 

 

Per il colpo di Somma Lombardo devono rispondere di rapina a mano armata, dal momento che uno dei testimoni ha riferito di averli visto minacciare i presenti con una pistola. Per la rapina al “Crop Circle Tatoo” di Samarate, invece, erano armati di un taser per uso veterinario, ad alto voltaggio e molto pericoloso, sequestrato dai Carabinieri. Le indagini erano partite dalla rapina di Casale Corte Cerro. Dall’arresto in flagranza, con il sequestro di scooter, cellulari, abiti e caschi, i militari verbanesi sono stati in grado di ricostruire gli spostamenti dei due e collocarli sulle scene dei crimini. l modus operandi era sempre uguale: prima compivano sopralluoghi sugli obiettivi, poi arrivavano a bordo di una Mini Cooper e di uno scooter. Parcheggiavano, si cambiavano coprendosi il volto con un passamontagna, coprivano la targa dello scooter con un’altra e partivano a bordo del motociclo per commettere il colpo. Al ritorno toglievano la targa posticcia, si cambiavano e si allontanavano su scooter e auto. 

redazione
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