Il sindaco di Omegna Marchioni: "Dispiaciuto della mancata fusione Cossogno-Verbania"

omegna -

"Francamente sono dispiaciuto che la fusione Cossogno-Verbania non sia andata in porto. La considero un'occasione persa visto le ricadute economiche che avrebbe potuto generare". Non è banale il commento del sindaco di Omegna Paolo Marchioni sull'esito del quesito referendario di domenica: anche il capoluogo del Cusio infatti sarebbe interessato ad una fusione con Germagno. I primi passi sono già stati mossi, come ad esempio l'approvazione in consiglio comunale  del regolamento che non impone il quorum per i referendum consultivi. "Per usare un termine calcistico- continua ancora Marchioni- la palla ora è nella metà campo dell'amministrazione di Germagno. Noi abbiamo mandato loro tutta la documentazione necessaria, l'esempio della fusione Varallo-Sabbia ed anche i benefici economici che ci sarebbero (15milioni di euro dallo Stato in dieci anni ndr).  Sono loro che devono prendere in mano la questione e darci un parere definitivo: noi non imponiamo niente a nessuno, anche perchè le fusioni calate dell'alto non portano risultati" conclude Marchioni. Pronta la risposta del sindaco di Germagno Sebastiano Pizzi. "Io come ho ripetuto più volte sono convintissimo che la fusione con Omegna sarebbe un passo non solo opportuno, ma addirittura necessario. Ma so che a Germagno non sono tutti favorevoli. Per questo abbiamo intenzione di promuovere una serata pubblica, che diventi una sorta di consultazione preventiva. Se in quella serata avremo un parere favorevole dalla cittadinanza, allora avvieremmo l'iter per il referendum" spiega Pizzi

Daniele Piovera
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